Morire sul lavoro. Strage a Rovigo: 4 morti e un ferito grave

Lunedì, 22 settembre 2014

Nicolò Bellato, 28 anni, Paolo Vallesella, 53 anni, Marco Berti e Giuseppe Baldan entrambi 47 anni. Sono questi i 4 lavoratori morti sul lavoro stamattina ad Adria, frazione di Cà Emo, nella sede dalla Co.Impo, azienda che si occupa di rifiuti speciali. A causare la strage sembra sia stata una nube tossica di anidride solforosa prodotta da ammoniaca e acido solforico.

Uno dei più gravi eventi mortali sul lavoro in Veneto si è svolto in pochi minuti. Una delle vittime è stata trovata a cento metri dalla vasca dove è avvenuta la reazione chimica. Un altro operaio, M.G. di 41 anni, è ricoverato all'ospedale di Adria in condizioni gravi. Anche un vigile urbano sarebbe rimasto intossicato. Nicolò Bellato, impiegato, è morto nel tentativo di soccorrere i colleghi di lavoro.

Immediata la reazione delle organizzazioni sindacali. Cisl, Cgil e Uil di Padova, dopo avere espresso la loro vicinanza alle famiglie colpite denunciano come inaccettabile quanto successo, un fatto che “ancora una volta lega il lavoro ad eventi di tragica attualità che ci devono far riflettere ancor più in un contesto di grave difficoltà economico/sociale e, su quanto sia indispensabile mantenere viva l’attenzione sulla formazione e sulle norme di tutela che regolano il lavoro delle persone e della garanzia di sicurezza e prevenzione”.

Dello stesso tono il comunicato sindacale regionale che definisce la tragedia avvenuta ad Adria come “una vera e propria strage sul lavoro” mentre il tentativo di portare soccorso ai compagni di lavoro pagato con la morte è un “gesto generoso che dimostra quanto siano ancora vivi tra chi lavora umanità, solidarietà e vincoli di amicizia”. La sede regionale della Cisl veneta ha esposto la bandiera a lutto.