Mercato del lavoro in Veneto: nuova legge, ma non c'è la flexicurity.

Domenica, 01 marzo 2009

14 sedute di Commissione, 8 sedute del Consiglio, 18 mesi di discussione: il Veneto ha una nuova legge sul lavoro, uno spazio di legislazione regionale previsto dalla riforma del titolo V della Costituzione e determinato dalla legge 30 del 2003.
La vicenda si è chiusa (31 voti a favore, 11 astenuti e un contrario) anche grazie alla disponibilità dell'opposizione che ha in parte ritirato i suoi emendamenti.
Le questioni normate dalla legge riguardano le funzioni in materia di occupazione e mercato del lavoro della regione e delle province, il ruolo della concertazione con le parti sociali, il sistema dei servizi per il lavoro, le forme di cooperazione e di raccordo tra pubblico e privato, la Borsalavoro veneto e l'inserimento lavorativo dei soggetti deboli, il tirocinio e l'apprendistato, la sicurezza e la lotta al lavoro nero.
" E' bene che la lunga vicenda si sia chiusa, e si sia chiusa con la disponibilità di tutto il Consiglio Regionale - commenta Franca Porto segretaria della Cisl veneta. Nello stesso tempo però non possiamo sottolineare che nelle norme approvate manca la flexicurity. Abbiamo inviato una lettera al proposito chiedendo al Consiglio di apportare modifiche in questo senso alla legge. Riteniamo che la cosa si può fare anche oggi, a legge approvata, basta costruire degli emendamenti condivisi e concertati. Così la nuova legge sarebbe più adeguata alle nuove esigenze del mercato del lavoro e soprattutto sarebbe più adatta a garantire tutele anche nel futuro ai giovani e ai lavoratori appartenenti alle cosiddette fasce deboli in quanti più esposti nel mercato del lavoro".

Usr Cisl Veneto. lettera di Franca Porto al Consiglio Regionale del Veneto.

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