La Marca nella tempesta

Mercoledì, 28 luglio 2010
la-tempesta-giorgione

Difficili da interpretare, come la tela del Giorgione, i segni della tempesta che la crisi ha lasciato sulla fiorente economia trevigiana. Ci ha provato la Cisl di Treviso presentando un rapporto che considera in primo luogo gli effetti della recessione in quello che definisce il "disastroso 2009".
"Nella Marca di sono persi, in 12 mesi, 23 mila posti di lavoro- è la prima delle rovine che Cinzia Bonan, segretaria della Unione, ha voluto mettere emblematicamente in evidenza- Ma - ha proseguito- non ci sono segnali di recupero a breve. Le stime indicano che anche per il prossimo anno gli occupati saranno ben sotto le 400 mila unità, la loro normale quantità fino al 2008. Viceversa aumenteranno ancora i disoccupati: dall'attuale 4,7 al 5,5 % del 2011"
"Si può sostenere che il punto più basso della crisi è ormai alle spalle - ha commentato il segretario Alfio Calcagna - anche se ci possono essere delle ricadute e quindi non si può ancora parlare di ripresa economica in senso stretto. Stiamo assistendo ad una piccola risalita, ma permangono ancora grosse difficoltà. Se alcuni indicatori economici cominciano a dare segni positivi, non è così per quelli relativi all'occupazione".
Partendo da queste premesse la Cisl trevigiana si propone di sviluppare la sua azione sindacale su due versanti: la salvaguardia dell'occupazione e del patrimonio delle professionalità e la riconversione di una parte dell'attuale sistema industriale. Se queste due condizioni non si guardano, come le figure dell'artista di Castelfranco nella Tempesta, rimangono le rovine, sembra significare il pensiero cislino che quindi ritiene indispensabile il colloquio ed una comune azione tra quelli che vengono definiti i "vari attori socio/economici" che sono imprese, sindacato, università, istituti di ricerca, politica ed istituzioni locali mediante un "patto di coesione territoriale.
Ed è quello che serve per risollevare le sorti della laboriosa Marca su cui nei 18 mesi che intercorrono dal gennaio 2009 a giugno di quest'anno si sono abbattute 28 milioni di ore di Cig (richieste ed autorizzate), 390 aperture di crisi aziendali che hanno costretto oltre 11 mila lavoratori ad iscriversi alle liste di mobilità. Senza contare i 24 mila che hanno fatto domanda di disoccupazione (accolta dall'Inps) nel 2009 a cui, già a marzo di quest'anno, se ne erano aggiunti altri 5.800.

Ust Treviso