L’Inail certifica: nel 2011 meno infortuni sul lavoro in Veneto

Mercoledì, 11 luglio 2012

L’Inail ha reso noto i dati sugli infortuni sul lavoro avvenuti nel 2011 in Veneto, confrontatoli con quelli dell’anno prima. Il Veneto si presenta un sostanzioso calo degli infortuni denunciati: 81.000 rispetto agli 87.000 del 2010 (quasi il 7% in meno). A fare da contraltare i dati sugli infortuni mortali che rimangono quelli registrati del 2010: 83 casi. Le tabelle Inail permettono poi un confronto con le altre regioni, ed in particolare di quelle settentrionali che hanno un tessuto economico ed occupazione simile. Il Veneto si presenta così con una dinamica di riduzione degli infortuni omogenea alla maggior parte delle altre regioni e mantiene inalterata la quota in percentuale rispetto al totale nazionale (11%, con una variazione in meno di pochi decimi) mentre è in leggerissimo aumento la quota sui casi mortali (dall’8,8% del 2012 all’8,9% del 2011).

L’Inail fornisce anche i numeri sulle denunce di malattia professionale negli stessi due anni. Rispetto al trend nazionale (+ 9,6%) e di molte altre regioni del Nord dove le denunce sono in aumento, il Veneto (e così anche la Liguria e la Lombardia) regista una riduzione (- 4,5) tra il 2010 ed il 2011. I casi denunciati sono passati infatti da 2.319 a 2.214.

Articolato il commento di Maurizio Cecchetto, segretario della Cisl del Veneto con delega in materia: “La riduzione degli infortuni sul lavoro, cosa che avviene da alcuni anni a questa parte è un fatto positivo che dimostra l’efficacia della forte e comune azione di prevenzione che stanno svolgendo sia le istituzioni che le Parti Sociali. Il calo infatti va ben oltre la semplice riduzione dell’occupazione che si è avuta con la crisi. Rispetto ai casi mortali dobbiamo sempre tener conto che questi primi dati forniti dall’Inail considerano anche quelli avvenuti in itinere (tra casa e lavoro) e per motivi strettamente connessi alla circolazione stradale che sono in media 6 su 10. Infine va anche considerato che tra i lavoratori che hanno perso la vita ci sono numerosi coltivatori diretti (specie anziani) e lavoratori autonomi (specie artigiani)”.

Completamente diversa l’analisi che Cecchetto fa considerando i numeri delle denunce di malattia professionale “La loro riduzione non è per noi motivo di soddisfazione, al contrario. Pensiamo infatti che i casi denunciati siano molti di meno di quelli che dovrebbero. C’è una carenza di informazione ed una certa sottovalutazione in materia di malattie professionali. Qui il lavoro da fare è tutto in salita”.

 

 

In allegato.

Denunce di infortuni sul lavoro e malattie professionali in Veneto. 2010-2011. Ufficio Studi Cisl Veneto