Italia: scenario di recessione.

Venerdì, 20 febbraio 2009

Curato da Gabriele Olini, dell'Ufficio Studi della Cisl e da Bruno Chiarini dell'Università Napoli Parthenope, è uscito Lo scenario dell'economia di gennaio 2009.
Con grafici e tabelle dati esplicativi Lo scenario delinea, in meno di 20 pagine la situazione economica ed occupazionale dell'Italia nel contesto dello scenario internazionale che mostra chiaramente gli effetti della riduzione dei ritmi di crescita e, in diversi paesi, della recessione.
L'inflazione sta rientrando rapidamente ma la preoccupazione è che le manovre su tassi e liquidità non siano sufficienti a convincere le banche a erogare il credito necessario per il mantenimento degli investimenti e dei consumi.
La congiuntura italiana è entrata ufficialmente in recessione ed anticipa la caduta dei ritmi di produzione europea e la crescita dei prezzi in Italia rimane alta se confrontata con quella dei paesi più vicini, ma è in sensibile decelerazione.
Per il nuovo anno le tendenze in corso, con i forti cali degli ultimi mesi, farebbero addirittura pensare a valori ancora più contenuti, soprattutto se si tiene conto della Cassa Integrazione e del calo dell'occupazione che ha preso il via l già dall'estate.
La quota dei dipendenti coperti da contratto nazionale non scaduto è molto migliorata, prima per effetto della fase negoziale nel settore privato, ora anche in quello pubblico. E' cresciuta la dinamica retributiva, prima solo in termini nominali, poi, quando è calata l'inflazione, anche in termini reali. La recessione rischia, però, di retroagire sui salari, rallentandone la crescita.
I risultati della finanza pubblica sono stati meno favorevoli rispetto al recente passato; a dicembre 2008 si è avuta una brusca impennata del fabbisogno di cassa del settore statale, che ha chiuso a 53 mld. di euro, sette miliardi sopra quanto atteso e stimato sia nel Dpef che nella revisione del Ministero di fine settembre.

In allegato

Ufficio Studi Cisl. Lo scenario dell'economia di gennaio 2009

crisi e misure anticrisi