Intervista a Luisa Muraro: lo scandalo non sono le veline

Venerdì, 30 ottobre 2009
luisa-muraro-x-rotoletti

Il Giornale di Vicenza ha pubblicato ai primi di ottobre una intervista, curata da Cinzia Zuccon Morgani, alla filosofa Luisa Muraro, tra le fondatrici della "Libreria delle donne". I temi trattati sono ancora di piena attualità e abbiamo ritenuto utile riproporre questa intervista ai nostri lettori (la foto di Luisa Muraro è tratta dal Giornale di Vicenza del 4 ottobre scorso).
Dottoressa Muraro, donne che hanno sfruttato il loro corpo e la loro bellezza ci sono sempre state. È il mezzo, la Tv, che fa la differenza?
Lo scandalo infatti non sono le "veline" o il corpo della donna, ma come viene usato, come viene montato in Tv lo spettacolo che sfrutta l'ossessione sessuale di uomini miseri. La strada è stata tracciata così e le ragazze che vogliono lavorare in questo mondo, se non ne fanno l'anticamera della prostituzione, vanno rispettate.

È molto lontana dal "criminalizzarle"...
Ma neanche per idea. Le veline non sono diverse dalle dattilografe che trascrivevano tutto per ore senza che fosse loro chiesto di usare il cervello. In Tv molte ragazze potrebbero fare molto di più e di meglio, ma si adeguano all'offerta. È la Tv che è miserabile e che mostra una realtà ben diversa da quanto accade nella nostra società.

Se il prezzo è la dignità, questo uso del corpo, perché non fare un altro lavoro?
Perché la dignità del corpo non si salva con criteri piccolo borghesi. Ricordiamoci che sono ragazze giovani, ce ne saranno certo di smaliziate, ma la limpidezza di tantissime di loro si vede, hanno il diritto di coltivare un sogno.

Ma ci sono anche donne adulte che si servono di questo sistema di potere per quanto imposto negli anni dai media. E donne che hanno scelto di essere escort, come la D'Addario e le altre. Che ne pensa?
La televisione è piena di uomini che si servono delle prostitute e, tra loro e gli uomini, la nostra legge e il mio senso morale dicono che sono più responsabili i secondi. Quanto alla D'Addario sapeva di prestarsi ad un gioco di potere e se ne è servita. Ma se Berlusconi pensa di essere furbo, lei ha dimostrato che non è da meno e che lo può mettere nei guai. Ha dato una bella lezione a tutti i presuntuosi.

Lei ha quasi 70 anni, donne come lei che hanno combattuto per avere più diritti ed emancipazione si chiedono: come mai siamo arrivati a questo punto?

Dimentichiamo che oggi le donne sono la parte più preparata e meglio istruita della società, hanno avuto accesso a tantissime professioni prima precluse, avanza un'ottima imprenditoria femminile e ci sono donne eccellenti nelle istituzioni che guidano altre donne: abbiamo fatto enormi balzi in avanti rispetto al passato. È la realtà mediatica che offre uno specchio grottesco e ridicolo, anche all'estero.

Lorella Zanardo nel suo documentario "Il corpo delle donne" si chiede però: perché le donne accettano tutto questo e non si ribellano?

Ho discusso con lei su questo punto. Se le ragazze che si mostrano in Tv sono libere e consenzienti e ricevono il giusto salario non mi sento di impedirglielo. Questo sistema lo si contrasta documentando ciò che accade e spegnendo la Tv. Sono gli uomini, anche nel sistema massmediale, che alla fine hanno il potere decisionale. Per questo le rispondo con le parole di un uomo che ha scritto una lettera ad un giornale dicendo: "siamo noi uomini che dobbiamo ribellarci e protestare, noi ci dovremmo vergognare di quest'uso del corpo femminile, come siamo noi che nutriamo il mercato della prostituzione e che siamo responsabili dello sfruttamento e dell'umiliazione di migliaia di donne che arrivano nel nostro paese".

Chissà quanti uomini sono altrettanto consapevoli che, in realtà, questo modo di utilizzare le donne svilisce loro stessi. Non può essere che sia proprio la paura delle capacità dimostrate e conquistate dalle donne, del "potere del femminile" a indurre gli uomini a imporre un modello che le umilia?

Sono d'accordo con lei. E le donne non devono farsi intimidire dai modelli che vengono proposti e poi devono rivolgersi a quegli uomini che hanno sentimenti civili, che hanno voglia di mettere fine a questa storia. È così che se ne esce.

La prossima rivoluzione femminile sarà combattuta insieme da uomini e donne?

Questa potrebbe proprio essere la sua caratteristica.
Il fatto è che il modello che impone bellezza, giovinezza e ritocchi dal chirurgo fa proseliti e non solo nel mondo dello spettacolo.
Questa cosa del corpo che rifiuta i segni della vecchiaia e ne indossa altri di peggiori involgarendosi è mostruoso: diventa una parodia della giovinezza messa sopra il viso di chi non sa, non vuole o non può invecchiare. Perché ci sono dei lavori in cui la vecchiaia non te la lasciano mostrare.. È comunque una perdita di civiltà.

Rispetto alla rappresentazione che si offre del mondo femminile le donne sembrano immobili. Invece?

Sembra che le donne siano ferme, ma non è affatto così. L'intelligenza, il coraggio e l'inventiva della società femminile in Italia sono grandi: in tempi così duri continuano a ingegnarsi per mettere insieme casa e lavoro retribuito senza rinunciare a grandi ambizioni. Non posso che essere ottimista. Ne ho incontrato altre che, come me, riconoscono la straordinaria ricchezza di essere nate donne, chiamate a fare qualcosa di grande. Il segreto è nella presa di coscienza femminile.

Eppure secondo "Time" se in Italia siamo così è la conferma che qui non c'è stato il femminismo. Non c'è stato invece un femminismo diverso, meno da "virago"?
Certo, è stato più senso libero della differenza femminile e meno imitazione degli uomini, e nei Paesi anglosassoni chi l'ha capito ci invita a parlarne per imparare da noi. L'ondata del femminismo degli anni '70-80 ha dato i suoi frutti in Italia.

Ci sarà un'altra ondata?

Secondo me sì. Siamo riuscite ad avere quella libertà interiore rispetto alle immagini che ci appiccicano addosso? Io me la sento in pieno, ma le ondate di femminismo non arrivano per risolvere i problemi fino all'ultima donna. Ci saranno sempre donne serve, subordinate e uomini "puttanieri", l'importante è che una società abbia idea di cosa significa essere una donna libera e un uomo civile e secondo me questa società lo sa. La nuova ondata inventerà i suoi traguardi. Quello che oggi sentiamo come mancante è assegnato al nostro impegno personale.
Come dice nel suo libro "Il Dio delle donne": "La grandezza umana - pochi lo sanno ma le fiabe lo insegnano - sta nell'impegnarsi al meglio al massimo delle proprie forze, sapendo che il risultato non dipenderà dai nostri sforzi, ma ci verrà incontro, sorprendente come un regalo splendido e inatteso".
Ecco, questo è proprio il sunto del nostro scambio. Le società, le civiltà sono quelle che sono, a seconda dei tempi. Questi non sono tempi buoni, ma la grandezza è chiesta a ciascuno in prima persona. Se si ha il coraggio di proporre le cose vere, che si sentono profondamente giuste, i frutti si raccoglieranno.

donne