Grimeca: tra i problemi dell’oggi e le preoccupazioni del domani

Sabato, 15 maggio 2010
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Le bandiere sindacali sventolanti lungo la strada che passa davanti alla Grimeca di Ceregnano , a pochi chilometri tra Rovigo, sono già logore e scolorate. Da mesi sono in balia del maltempo che non cessa. Segnalano a chi passa che c'è un'emergenza occupazione, che li, alla Fiat del Polesine, il sindacato non è più un agente esterno ma soggetto protagonista del presente e del futuro dell'azienda, il socio del momenti difficili.
Racconta Giuseppe Soncin, delegato Fim Cisl che "qui è da mesi che si va avanti a cassa integrazione e stipendi ridotti a lavoratori che, in gran parte, sono capifamiglia e spesso monoreddito".
Così nell'assemblea a cui partecipiamo, quella per un turno degli addetti alla fusione, la discussione passa dai problemi di oggi, lo stipendio di aprile che ancora si attende (arriverà nei prossimi giorni tranquillizza Mario Brunazzo della Fim polesana) alle preoccupazioni per il prossimo domani dove in ballo è il posto di lavoro.
E' un'assemblea a cui non manca nessuno, tanto che la sala è insufficiente, e c'è chi ascolta dal corridoio, chi si allunga per vedere oltre che sentire, e c'è chi segue dall'esterno, vicino alle finestre aperte per far passare l'aria. "Abbiamo l'impegno del ministero e del governo a intervenire nei confronti delle banche che dovrebbero concedere il prestito necessario per realizzare il piano di rilancio dell'azienda" precisano i sindacalisti. Un piano che, se va in porto, darà comunque lavoro alla metà degli 800 occupati attuali. La crisi di quella che era il leader mondiale delle ruote per motocicli è seria. "Eppure - ci dice Brunazzo- il contesto sta migliorando. L'alluminio sta soppiantando altri metalli nella componentistica, e la Grimeca, con adeguati investimenti in tecnologia potrebbe entrare nelle nuove produzioni. Il dazio europeo sui cerchi in lega importati da India e Cina riporta competitività al prodotto nazionale, ma senza soldi non andiamo da nessuna parte".
Ecco: la questione torna sui soldi, quelli per pagare gli stipendi ed anticipare la Cig (per cui ci sarà un incontro la prossima settimana con gli enti locali) e quelli per rilanciare la Grimeca. "Tre le banche coinvolte - specifica il dirigente della Fim- poi, qualche giorno fa la principale, la BNL, dice che vuole ridiscutere il tutto. Ci ha impiegato sei mesi per dirlo. Come se il tempo fosse ininfluente nel salvataggio!".
Chiedono spiegazioni, cercano risposte tranquillizzanti i lavoratori al loro sindacato "su 800 in forza gli iscritti al sindacato, prima la Cisl, sono 600" ci dice Davide Bolli, anche lui della Fim. Le facce sono serie. Il Polesine alla Grimeca si gioca quella industrializzazione discreta che gli ha portato un po' di benessere negli ultimi anni.

 

Fim Cisl, ust Rovigo