Grimeca: servono i soldi per ripartire

Giovedì, 22 aprile 2010
cerchi-grimeca

Assemblea aperta oggi alla Grimeca, l'azienda metalmeccanica di Ceregnano (Rovigo) fino a dieci anni fa leader mondiale nella produzione di cerchi per le ruote di moto e motorini.
La Grimeca, acronimo dei tre ex soci Grillini, Menarini, Canè, oggi di proprietà della sola famiglia Grillini, imprenditori emiliani che aprirono lo stabilimento rodigino negli anni '50, era arrivata nel 2000 ad occupare circa 1.600 dipendenti (diventa la "Fiat del Polesine") e a vendere i suoi prodotti in tutto il mondo.
Poi la contrazione delle vendite dei "cinquantini" in Italia da una parte e, dall'altra, la concorrenza di produttori dei Paesi in via di sviluppo che hanno acquisito fette importanti delle forniture per i motocicli destinati ai mercati (in crescita) dei paesi emergenti, hanno portato la Grimeca ad una lenta ma progressiva crisi. Oggi a produrre è la metà dei dipendenti, 840 lavoratori, mentre l'altra metà è in cassaintegrazione (con turni di rotazione).
Gli investimenti per differenziare la produzione (carter in alluminio, dischi dei freni in acciaio, accessori per moto) non hanno dato gli esiti sperati a causa della fortissima concorrenza esercitata dai produttori che operano nei paesi dove il costo del lavoro è molto più basso.
La crisi internazionale è quindi arrivata come una mazzata - ci dice Nicola Panarella, della Fim Cisl di Rovigo- data ad un corpo già debilitato.
Il futuro della Grimeca, che è anche in crisi di liquidità (gli stipendi di marzo non sono stati ancora pagati) è ora nelle mani della banche, tra cui la BNL. Alle banche l'azienda ha infatti chiesto un finanziamento di 30 milioni di euro per mettere in pratica un piano di riorganizzazione aziendale che prevede un miglioramento delle tecnologie, la differenziazione ulteriore delle produzioni e un taglio significativo (attorno al 50%) dell'occupazione con l'obiettivo di andare alla riconquista dei mercati perduti.
A questa richiesta la BNL non ha ancora dato alcuna risposta. Da qui l'iniziativa del sindacato polesano per sensibilizzare ed impegnare le forze politiche e le amministrazioni locali a sostenere il progetto di rilancio dell'azienda e per fare in modo che la BNL apra la borsa.
Sempre a questo scopo, dopo l'incontro con il Ministero del Lavoro, si sta lavorando per un appuntamento al Ministero per lo sviluppo economico.
Per Franca Porto, che interverrà oggi alla assemblea dei lavorator, alla Grimeca, azienda che è parte integrante del patrimonio industriale e tecnologico dell'economia veneta, vanno perseguiti congiuntamente due obiettivi: ottenere dalle banche le risorse per rilanciare l'azienda sulla base del piano industriale e trovare una soluzione occupazionale per i lavoratori che non resterebbero in azienda.

Fim Cisl