Grimeca, non si ferma la produzione

Mercoledì, 07 luglio 2010
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Assemblea sindacale sul piazzale della Grimeca, con i lavoratori accalcati un po' davanti al palco improvvisato e per la parte rimanente negli angoli alla ricerca dell'ombra, visto la calura della mattinata. Più calda ancora la discussione sul da farsi, dopo che i sindacalisti che avevano partecipato all'incontro di ieri presso il Ministero del Lavoro, hanno fatto il punto della situazione. Situazione molto difficile, ad un passo dalla chiusura dello stabilimento, vista la decisione della proprietà di dare avvio alle procedure concordatarie.
Idee diverse si sono confrontate sulla opportunità di mantenere attiva la produzione fino alle prossime ferie ed al completamento delle commesse in corso.
Per la Fiom, anche se con rigidità diverse tra i suoi esponenti, la disponibilità a mantenere in attività la produzione doveva essere subordinata all'arrivo del Commissario nominato dal Tribunale o, posizione più moderata, alla garanzia che i lavoratori chiamati al lavoro venissero regolarmente pagati a fine mese (l'azienda in pratica è a liquidità zero).
Diverso l'approccio dei rappresentanti della Cisl, tra cui Mario Brunazzo della Fim di Rovigo e Maurizio Geron della Fim veneta, che hanno preso più volte la parola per sostenere una linea d'azione che ha trovato poi tutti d'accordo. Il punto di partenza posto dalla Fim è stata la salvaguardia della clientela della Grimeca (costituita da aziende produttrici di moto e motocicli del calibro di Piaggio, Aprilia, Yamaha). Una scelta questa - ha ricordato Brunazzo - emersa nella discussione con il Ministro Sacconi e determinata dalla necessità di garantirci un fattore indispensabile affinché l'azienda rimanga ancora nel mercato e quindi appetibile da una nuova proprietà".
Non a caso, nella trattativa romana, a fronte della irremovibilità della proprietà sulla decisione di procedere alla procedura concordataria, le pressioni sindacali ed istituzionali si erano concentrate nell'impegnare l'azienda a non fermare la produzione e a mettere risorse proprie per pagare i fornitori di materie prime e il lavoro (i debiti fino a giugno sono stati congelati, compresa la mensilità di giugno dei dipendenti). Una pressione che aveva ottenuto la disponibilità dei soci Grimeca a smobilizzare una parte del patrimonio personale per realizzare la liquidità necessaria.
La discussione si è così trasferita dal piazzare agli uffici dove, dopo alcune ore di trattativa, si stanno delineando i termini di un accordo che impegna l'azienda a presentare lista del personale necessario per portare a termine le commesse e a retribuirlo con un acconto (previsto per il 23 luglio) ed un saldo (per il 10 agosto).
Un accordo che, secondo l'opinione della Fim Cisl, permetterà di concentrare l'azione sindacale e del tavolo nazionale di crisi sulla ricerca di una nuova proprietà e la elaborazione di un piano industriale di rilancio. In una parola di mantenere ancora aperta una partita che sembrava definitivamente chiusa e persa con la fine, ingloriosa, di quella che per l'occupazione, era considerata fino a qualche tempo fa la Fiat del Polesine.
Domani mattina nuova assemblea dei lavoratori per la discussione e l'approvazione dell'accordo.

 

Fim Cisl, ust Rovigo