Furlan: luci e ombre nei provvedimenti governativi, ma niente sciopero generale

Mercoledì, 19 novembre 2014

Erano attese 700 persone ma al BHR di Quinto di Treviso, per dire e per ascoltare “in diretta” Annamaria Furlan nelle sue vesti di Segretaria generale della Cisl, sono arrivati in più di novecento, in gran parte delegati aziendali delle fabbriche, dei servizi e della Pubblica Amministrazione di tutto il Veneto. Prima di entrare nella gremita sala convegni Annamaria Furlan ci ha rilasciato una intervista che pubblichiamo integralmente.

 

Quale il ruolo del Sindacato oggi?

Io credo che il Sindacato oggi debba svolgere fino in fondo il suo ruolo di rappresentanza sociale, di rappresentanza dei lavoratori e lavoratrici, dei pensionati, dei tanti giovani che il lavoro non ce l’hanno e lo stanno ricercando. Abbiamo bisogno di un grande patto sociale che metta insieme le forze politiche, chi governa a tutti i livelli, per ripartire dal lavoro. Questo oggi è quello che serve al Paese ed è quello che il Sindacato deve fare. Il Sindacato deve avere le idee chiare su priorità e obiettivi. Oggi noi abbiamo bisogno di individuare le priorità da indicare ai governi nazionali e locali, per far ripartire il Paese. Tra queste priorità di sicuro lo sviluppo e l’occupazione.

Cosa vuole in particolare la Cisl?

La Cisl vuole che ci sia una riforma del fisco che renda più pesante le buste paga dei lavoratori e meno gravoso il fisco sulle imprese, vuole finalmente un contratto per i lavoratori pubblici indispensabile per realizzare la riforma, vuole i tagli ai tanti sprechi, spesso parenti stretti delle ruberie che sono nella pubblica amministrazione, vuole un Paese che punta allo sviluppo.

 C’erano aspettative su questo Governo anche in base a queste priorità, fin’ora com’è il bilancio?

Luci e ombre. Ci sono cose che il Governo sta facendo bene e le condividiamo, penso ad esempio ai sostegni fiscali per le nuove occupazione e per chi decide di assumere a tempo indeterminato, penso alla manovra sull’IRAP, penso all’allargamento delle tutele degli ammortizzatori sociali, ma ci sono cose che mancano. Ci vuole più impegno sugli investimenti, ci vogliono più agevolazioni per gli investimenti privati anzitutto su innovazione e ricerca, più volontà a ripartire dalla centralità del lavoro.  

 Quale la proposta concreta per la riforma del lavoro?

Credo che il Jobs Act stia cambiando, e cambiando in meglio, grazie al lavoro delle Commissioni e del Parlamento anche su indicazioni della Cisl. L’articolo 18 che tanto ha fatto discutere, ci sarà anche per i licenziamenti disciplinari oltre che discriminatori, il contratto a tutele crescenti è rivolto ai nuovi assunti, e soprattutto assorbirà e deve assorbire le tante forme di precarietà. Il Governo era partito subito con l’assorbimento delle  CoCoPro, vedo che si sta allargando alle false partite Iva, ai falsi associati in produzione, devono trovare risposta in questa forma contrattuale. Vedo positiva la volontà dell’allargamento delle tutele per tutti quei lavoratori che oggi non li hanno. Per fare questo però ci vogliono le risorse adeguate.

 In merito allo sciopero generale?

La Cgil ha indetto questo sciopero. Noi invece chiediamo un forte patto sociale e per raggiungere quello continuiamo nella nostra mobilitazione. Il 18 Ottobre abbiamo promosso mobilitazioni in tutte le piazze del Paese, proprio su fisco, sviluppo e occupazione, bene continueremo a mobilitarci. Ci saranno probabilmente scioperi di quei lavoratori, e in questo caso anche delle nostre categorie, che non vedono il rinnovo del contratto, a partire dalla funzione pubblica.

 Cisl che sosterrà la Lega contro la Fornero?

Io ho annunciato un impegno della Cisl perché il Governo si prenda le se responsabilità e metta mano alla riforma Fornero senza aspettare il referendum della Lega. Svolga il suo ruolo, quella riforma è sbagliata, bisogna ripartire da una flessibilità in uscita dei lavoratori e lavoratrici, e se vuole il Governo lo può fare.

Quale messaggio che la Cisl vuole dare a questa terra, a questo Veneto?

Per tanto tanto tempo  questa nostra importante Regione è stata dal punto di vista produttivo, il motore del Paese, insieme ad altre regioni del centro nord in particolare. Bisogna che ritorni ad esserlo, puntando sull’innovazione, la ricerca, la qualità del lavoro. La sfida è questa, se il Veneto riparte da questo, davvero può ritornare a svolgere sino in fondo un compito così prezioso che per anni ha svolto per l’Italia intera.

 

A cura di Elena Mattiuzzo