Fortuni: anche l’Ebav per fronteggiare la crisi nell’artigianato

Martedì, 22 settembre 2009
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Associazioni artigiane e sindacati confederali Cisl e Cigl del Veneto hanno raggiunto un accordo per attivare, tramite l'ente bilaterale regionale (Ebav) interventi straordinari a favore dei lavoratori dipendenti e delle aziende artigiane colpiti dalla crisi.

Di cosa si tratta? Lo chiediamo a Giulio Fortuni, segretario Cisl Veneto con la delega sul mercato del lavoro.

E' una risposta concreta che le Parti Sociali che operano nel campo dell'artigianato veneto danno, usando risorse mutualistiche proprie, ad una crisi che coinvolge pesantemente anche le piccole aziende, basti pensare alle oltre 4.200 domande di Cassa Integrazione in deroga presentate da più di 3.500 aziende artigiane (la differenza è data dalle domande riproposte dalla medesima azienda per proseguire il periodo di sospensione dal lavoro) da maggio ad oggi, domande che coinvolgono più di 18.000 lavoratori, 80% della forza lavoro occupata nelle stesse. Stiamo parlando del 13% di tutti gli occupati nel settore. Senza contare poi i lavoratori comunque licenziati, i contrattisti a termine non più confermati, i pensionati non più sostituiti.

Quali sono i contenuti principali dell'accordo?

Nella sostanza l'accordo prevede in primo luogo una implementazione delle risorse destinate alle prestazioni assistenziali cosiddette "di primo livello" quelle cioè destinate a tutti i soci dell'Ebav, siano essi imprese o lavoratori. Queste assistenze articolate in 6 linee di intervento: sostegno alle imprese che tirano (fondo per lo sviluppo), allungamento del periodo di sostegno al reddito dei lavoratori (in caso di disoccupazione), incentivi per l'occupazione (superamento della precarietà), formazione professionale (specie per i giovani), prestazioni solidaristiche individuali (per le spese scolastiche), promozione della salute e della sicurezza nel lavoro.

E le risorse per sostenere questi interventi economici da dove vengono?

Nell'accordo si prevede che per sostenere i costi di questi interventi si opererà in due modi: una maggiore concentrazione delle risorse Ebav in questi capitoli di spesa ed un adeguamento della contribuzione mutualistica a carico delle aziende (un euro al mese per dipendente) e dei dipendenti (0,28 centesimi al mese a testa).

Nell'accordo si prevede anche un fondo per il sostegno del reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro a causa della crisi in periodi non coperti dalla Cig in deroga...

Esatto. Si tratta di un fondo, gestito dalle categorie produttive, che offre a questi lavoratori una integrazione al reddito fino al raggiungimento dell'80% della retribuzione. Per sostenere adeguatamente il fondo, in via transitoria, anche le relative contribuzioni mutualistiche vengono implementate mensilmente, dal 1 settembre, di due euro per le imprese e di cinquanta centesimi per i lavoratori.

Le novità finiscono qui?

No, ci sono altre questioni innovative. Viene assunto l'impegno a dare corso, da subito, al rinnovo dei contratti regionali di lavoro, ad incentivare l'apprendistato, a migliorare la qualità della sicurezza nelle aziende. Infine per garantire la massima accessibilità delle prestazioni si finanzia un progetto per la qualificazione degli sportellisti Ebav a cui spetterà, in via esclusiva, la raccolta delle domande per ottenere le prestazioni di sussidio collegate alla crisi.

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