Fondo Solidarietà Veneto: primi frutti del circolo virtuoso

Mercoledì, 12 febbraio 2014

La soddisfazione traspare nelle parole con cui i responsabili di Solidarietà Veneto illustrano i risultati del 2013, il ventiquattresimo di attività di questo fondo pensione che rimane ancora oggi, nel panorama nazionale della previdenza complementare, una positiva anomalia. Soddisfazione non solo determinata dal segno “più” che si trova accanto ai principali dati che rappresentano le dinamiche di un fondo previdenziale: dalla quantità di lavoratori iscritti (ad un pelo dai 47.000 con un incremento del 2,1 % in più rispetto al 2012, non poco se si considera la continua riduzione dei posti di lavoro nel settore industriale) ai rendimenti dei comparti (tutti e quattro, al netto, positivi sia nell’anno (dal + 0,87% per il  Garantito al +11,06 del Dinamico) che nel decennale. Il risultato che più viene apprezzato dalla presidente Vanna Giantin come dal suo vice, Alessandro Molinari, è che finalmente il circolo virtuoso, costruito con caparbietà e tenacia dal CdA e sostenuto da tutte le sue componenti sociali, si è messo in moto e sta dando i suoi primi frutti.

Superati gli esami della Covip, selezionata con criteri di massima trasparenza e rigore la partnership (Finanziaria Internazionale sgr), si è investito una parte del patrimonio (al momento pari a 6 milioni di euro sui 719 gestiti a fine 2013, ben 113 milioni in più rispetto al 2012) sul sistema produttivo veneto. I finanziamenti vengono erogati alle aziende (tetto massimo 250 mila euro) tramite tra istituti di credito, Veneto Banca, Banca Prealpi e Banca di Verona, che hanno messo del loro raddoppiando così il plafond disponibile. Ad oggi sono già una trentina le aziende beneficiarie.

 Anche in questo caso il Fondo con sede a Marghera ha fatto da apripista e, al momento, corre solo. “E’ la prima mossa- spiega il direttore Paolo Stefan- perché intendiamo proseguire sulla strada degli investimenti nel territorio da cui provengono le risorse che costruiscono il nostro patrimonio. Lo scorso ottobre sono state approvate le linee guida del progetto “investimenti diretti”  che consentirà al Fondo di mettere soldi senza intermediari nel capitale o nel debito (minibond) delle aziende non quotate, che sono poi la grande maggioranza in Veneto”. Ossigeno quindi per le piccole e media imprese venete che puntano sulla innovazione e gli investimenti e che possono dare di conseguenza risultati occupazionali: il circolo virtuoso tanto atteso.