Filippi (Siulp Veneto): perché a Roma insieme

Giovedì, 08 ottobre 2009
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Sabato prossimo, a Roma, per la prima volta immigrati e poliziotti scenderanno assieme in piazza in una grande manifestazione popolare a difesa dei valori fondanti della società civile. Certo, qualcuno rimarrà stupito. Altri è probabile che storceranno il naso. E si chiederanno cosa possano avere in comune due "categorie" che, in apparenza, sono inserite in contesti socio economici parecchio distanti, se non addirittura antitetici.
Beh, per l'appunto, si tratta di mera apparenza, per lo più indotta da martellanti campagne demagogiche che, stante l'incapacità di gestire la distruttiva situazione di crisi economico politica che ci affligge più che altrove, cerca a tutti i costi di individuare un nemico che non esiste contro cui scagliare la frustrazione della collettività.
A chi cerca di creare falsi problemi per nascondere una quotidianità drammatica fatta di milioni di disoccupati e di famiglie che faticano a non sprofondare sotto la soglia di povertà, Cisl e Siulp, due grandi organizzazioni che da sempre considerano la cultura della legalità e dell'integrazione come irrinunciabili presupposti della convivenza democratica, hanno deciso di dare una risposta chiara.
Ogni giorno quasi quattro milioni di lavoratori stranieri lavorano e pagano le tasse contribuendo a sostenere la fragile economia del nostro Paese. Essere nato in un continente diverso dall'Europa non può essere considerato un peccato originale in virtù del quale negare i minimi diritti di cittadinanza. Perché ciò significa mantenere steccati che alimentano diffidenze e fomentano gli integralismi. Significa, in altri termini, far crescere elementi di instabilità sociale che minano la tenuta della sicurezza. Un cerino acceso che rischia di accendere cervelli pieno di benzina ideologica. Razzismo, xenofobia, paura del diverso.
Sentimenti che, invece di essere combattuti, vengono scientemente strumentalizzati. La finalità è oramai evidente. È qualcosa più che una casuale serie di incompetenze. Nonostante le statistiche sulla criminalità indichino un regresso di incidenza dei reati si insiste nel diffondere la percezione della insicurezza. Una persuasione occulta che pone le basi per ricette miracolistiche, quali le ronde o l'esercito. Si ottiene così un duplice risultato: per un verso si allontana l'interesse dei cittadini dai veri problemi della quotidianità. Per l'altro si delegittima l credibilità delle istituzioni.
Esiste insomma la volontà di usare l'immigrazione come massa d'urto per conquistare un crescente consenso. Mantenere alta la tensione sulla questione immigrazione garantisce una rendita elettorale rilevante. In altri termini fino a quando qualcuno potrà sostenere che esiste un problema sicurezza, che l'immigrazione è un problema di sicurezza, potrà anche continuare ad inventare emergenze ed al contempo proporsi come unico soggetto in grado di risolverle. In questo ordine di idee avere forze di polizia coordinate ed efficienti contrasta con il reale interesse perseguito.
Il nemico non è più quindi solo l'immigrato a prescindere. È anche il sindacato di polizia che denuncia questo perverso meccanismo. Per questo poliziotti e immigrati, Siulp e Cisl, hanno scelto di manifestare assieme: per affermare il dovere di ognuno di vivere nella legalità e nel rispetto della legge dello Stato attraverso il riconoscimento del diritto alla dignità professionale e sociale.
Silvano Filippi - Segretario Regionale SIULP Veneto

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