Filippi (Siulp Veneto): meno sprechi e più sicurezza

Venerdì, 04 novembre 2011

Lunedì 7 novembre prossimo, a Padova, a Palazzo Moroni (sede del muncipio), si svolgerà il settimo congresso regionale del Siulp, il sindacato dei lavoratori della Polizia di Stato. Vi parteciperanno 25 delegati in rappresentanza delle istanze provinciali. Il congresso del primo sindacato di polizia, per storia e per aderenti, in Italia e nel Veneto si svolge in un momento (destinato a durare a lungo, vista l’obbligo di contenimento e riduzione della spesa pubblica) segnato dai continui tagli delle risorse.

Una situazione insostenibile che ha portato il Siulp a manifestare nelle piazze lo scorso 18 ottobre per chiedere direttamente ai cittadini un contributo economico per acquistare il carburante necessario a far viaggiare i mezzi in dotazione.

Sui temi dell’assise padovana abbiamo intervistato Silvano Filippi, segretario uscente del Siulp del Veneto, Sostituto Commissario in servizio alla Questura di Verona.

Quali sono le “operazioni” che si vogliono compiere con questo congresso?

Due, e legate l’una all’altra. La prima è sostenere l’obiettivo di una reale e consistente riduzione degli sprechi in modo tale da realizzare risparmi e di sostituire questi risparmi ai tagli. La seconda, è: unifichiamo, finalmente, i corpi di polizia.

A Padova dirai che in Italia la sicurezza costa molto di più che altrove, ma ha risultati insoddisfacenti.

La mia analisi parte da alcune considerazioni di fatto, numeriche. La prima è che, senza contare l’organico della Guardia Costiera, abbiamo un appartenente alle Forze di Polizia ogni 190 abitanti. In Europa siamo secondi, seppur di poco, solamente alla Spagna, che è a 1 a 182. Negli altri paesi invece, il rapporto è assai più elevato, mediamente quasi il doppio, con una punta di 503 in Svezia. Se poi aggiungiamo anche le altre “polizie” come quelle municipali e provinciali (di cui però non abbiamo un riscontro ufficiale sul loro organico) il rapporto “divise”- cittadini si abbassa ancora di più. Vero è anche che alcuni fenomeni criminali che caratterizzano il nostro Paese non giustificano questa anomalia. Sulla valutazione dei risultati credo non sia necessario argomentare. Basti pensare che si era arrivati a promuovere l’organizzazione delle ronde.

La vostra proposta è di arrivare a tempi brevi ad un unico corpo di polizia, non è nuova ma sembra l’araba fenice…

Poniamoci una domanda: è possibile andare avanti con 5 forze di polizia (più le altre che ho citato prima) con un totale di 330 mila operatori che operano sotto 5 diversi ministeri (Carabineri/ Difesa, Polizia di Stato/Interni, Fiamme Gialle/Finanze Corpo forestale/Politiche agrarie e forestali, Polizia Penitenziaria/ Giustizia) . In Francia Sarkozy ha unificato sotto l’Interno la Polizia Nazionale e la Gendarmeria, e lo ha fatto in tre giorni. In Germania c’è solo una Polizia che dipende dai governi regionali, ed una con competenza federale che si occupa di indagini nazionali ed internazionali sul modello dell’FBI americano.

L’unificazione comporterebbe anche una riduzione degli sprechi?

Faccio un solo esempio e parlo dell’Arma dei Carabinieri. Ha ancora senso che si mantenga una loro organizzazione locale che risponde ancora alle esigenze di un paese rurale come lo era l’Italia fino a 60 anni fa? Lo dico perché a questa logica risponde la rete dei 4.600 presidi locali, di cui la metà non arriva ad un organico di tre carabinieri. Dispersioni simili si trovano naturalmente anche nella PS, e nonostante alle nostre denunce, che non vengono smentite, si contrappone un silenzio assordante dal lato istituzionale.

Voi però dite che gli sprechi ci sono anche con l’attuale sistema

Farne l’elenco sarebbe lunghissimo. Cito un esempio: i seggi elettorali. Si aprono e si chiudono a ripetizione. Ma serve ancora che siano presidiati dalle forze di polizia come se fossimo sempre in una zona di guerra o di conflitto armato, con costi impressionanti?

Oggi il concetto di sicurezza e quindi di forze di polizia è abbinato ad immigrazione.

E’ così e le conseguenze sono pesantissime. Abbiamo centinaia di operatori impegnati nella intricata, interminabile e a volte, incomprensibile, macchina burocratica che regola l’immigrazione straniera in Italia. A ciò si sono aggiunte normative che hanno ulteriormente inutilmente allargato gli adempimenti di polizia, come ad esempio l’introduzione del cosiddetto reato di clandestinità. Sappiamo anche che la presenza di cittadini stranieri, a parte questa fase di crisi, è destinata progressivamente a crescere nel tempo. E’ tempo di arrivare ad una svolta, almeno per la parte relativa alla ordinaria amministrazione dei permessi di soggiorno e delle altre pratiche amministrative che possono essere tranquillamente esternalizzate ad enti diversi – penso agli uffici anagrafe dei comuni) come avviene in tutti gli altri paesi dell’Unione europea.

Quali sono i rapporti tra Siulp e Cisl?

Dalla Cisl abbiamo preso il principio dell’autonomia sindacale dalla politica e dai governi. Abbiamo con la Cisl sensibilità comuni e vicinanza fin dalla nostra costituzione che, peraltro, è stata sostenuta da questo sindacato. Questo ci permette di avere una forte capacità di azione comune. Riconosciamo alla Cisl soprattutto tre cose: in primo luogo l’aver, diversamente dalle altre realtà confederali, rinunciato a costituire un proprio sindacato rappresentativo delle istanze dei poliziotti; l’aver, di conseguenza riconosciuto il Siulp come unico interlocutore privilegiato sulle tematiche in materia di sicurezza; e, infine, l’avere ora coinvolto, ora affiancato il Siulp in importanti iniziative pubbliche su questioni di comune interesse. Penso, tra le tante, alla comune – vittoriosa – battaglia contro le “ronde”, promossa dal Siulp e sostenuta sin dal primo momento da Bonanni in prima persona, e alla nostra partecipazione alla manifestazione nazionale per la sicurezza e l’integrazione che abbiamo fatto a Roma nell’ottobre del 2009e che ci ha visto in piazza con Bonanni e l’Anolf. Solo una grande intelligenza progettuale può portare in una stessa piazza immigrati e poliziotti che manifestano per il diritto di piena cittadinanza dei primi. Per parte nostra crediamo quindi che quello tra Siulp e Cisl sia un legame ideale irrinunciabile, e continueremo a lavorare per rafforzarlo.