Ferroli (Verona): verso la ripresa produttiva

Mercoledì, 10 giugno 2015

Per la Ferroli SpA di Verona qualcosa di muove. La notizia del deposito in Tribunale della domanda di ammissione al concordato in bianco per la continuità d’impresa è stata data dalla Direzione aziendale ai sindacati ieri, nel corso di un incontro.

“Finalmente! – commenta Massimiliano Nobis, segretario regionale della Fim-Cisl – perché ora si possono avviare i piani per la ripresa produttiva. Entro la fine del mese dovrebbe arrivare la “finanza” necessaria per la ripartenza e successivamente, con un coinvolgimento graduale, si rientrerà al lavoro dopo che la produzione è, di fatto, ferma da gennaio.”

I 900 lavoratori, apprezzano questa leggera schiarita, ma rimangono ancora in attesa capire meglio il loro destino occupazionale.

“E’ stato richiesto un incontro urgente- continua Nobis- con il management del Fondo Oxy Capital, per avere rassicurazioni circa la volontà di mantenere sul territorio la produzione delle caldaie e conoscere il piano industriale”. Nel frattempo si è deciso di sospendere il presidio iniziato lo scorso 7 aprile davanti ai cancelli dell’azienda: l’obiettivo di sapere quale scelta la proprietà intraprenderà per il recupero produttivo è stato raggiunto.

Per Luca Mori, Segretario Fim Verona “Non è sospesa invece la volontà di mantenere alta l’attenzione su quale sarà il futuro aziendale. I sindaci della zona est della provincia di Verona, i consiglieri regionali veronesi, il Presidente Zaia, i Parlamentari e il ministero dello Sviluppo Economico devono mantenere l’impegno, preso con le 900 famiglie dei lavoratori Ferroli, nel attuare tutte le azioni possibili per garantire un futuro al loro lavoro”.

Rimane aperta anche la questione salariale ed i sindacalisti sottolineano come manchino ancora risposte sulle modalità di recupero del taglio del 30% della retribuzione attuata unilateralmente dall’azienda dal 1 gennaio 2015. Sarà un punto di confronto con il management di Oxy Capital.

“Finalmente- concludono Nobis e Mori - si dovrebbero riaprire i cassetti dove sono stati chiusi da tempo gli ordini da evadere”.