Femca Cisl: a Porto Marghera la Chimica Verde

Domenica, 02 dicembre 2012

I delegati della Femca Cisl dell'area Chimica e della Raffinazione di Porto Marghera (VE) hanno affrontato le problematiche dell’area con la presenza del Segretario Nazionale Gianluca Bianco.

Nel comunicato inviato ai media viene espressa una valutazione positiva sull’accordo di Programma del 16 aprile scorso che ha permesso si accelerare le autorizzazioni dei progetti di bonifica delle aree e quindi di favorire l'insediamento di nuove attività produttive.

Resto però ancora molto da fare ed in particolare serve un Decreto legge per tutte le "Aree di Crisi Complessa", che individui strumenti, agevolazioni e processi semplificati che accelerino le autorizzazioni AIA e VIA, che devono pervenire non oltre i 6 mesi dalla richiesta. “Anche le istituzioni locali come il Comune devono fare la loro parte” sottolineano i rappresentanti Femca Cisl: concessioni edilizie rapide, vantaggi e un taglio alla burocrazia per attirare investimenti collegati alla Chimica Verde e alla Green Economy.

Questo non significa però abbandonare le attività già esistenti come l'Eco-Distretto, Arkema e Cofely, la Raffineria Eni (da riconvertire in Bioraffineria).

Il gruppo dirigente della Femca di Marghera hanno a cuore anche Versalis (non possono far ripartire da zero le autorizzazioni necessarie alla realizzazione delle caldaie per la produzione di vapore)  e la Nsg/Pilkington dove sono a rischio 140 posti di lavoro (l’azienda deve rimettere in attività il forno), la 3VCPM/Italsigma che l'Avvocatura di Stato e il Ministero dell'Ambiente, nonostante il parere della Procura della Repubblica, rischiano di far chiudere.

Il comunicato sindacale si conclude sulle due più difficili vertenze in corso: quella di Montefibre, dove, in assenza di proroga della cassa integrazione, 123 lavoratori verranno collocati in mobilità. Proroga peraltro finalizzata alla ricollocazione dei lavoratori nel parco logistico tramite l'Autorita' Portuale e le ditte cointeressate.

Ed infine la Vinyls dove l'inadeguatezza dei commissari e la scarsa trasparenza dell'Oleificio Medio Piave stanno portando l'azienda al fallimento, con i 135 lavoratori che attendono ancora 5 mensilita' di retribuzione.