Federalismo fiscale: i numeri della responsabilità

Venerdì, 25 settembre 2009
gian-angelo-bellati

Come al solito il dott. Bellati, direttore di Unioncamere del Veneto, quando aggiorna gli argomenti ed i dati sul federalismo, come nella conferenza stampa di oggi, non lascia angoli d'ombra o punti oscuri.
La premessa è precisa e decisa: se si vuole dare vita ad un sano federalismo fiscale, così come richiesto da tutti, è necessario che i nuovi amministratori di governo (appena eletti o canditati) vengano chiamati ad impegnarsi responsabilmente in una migliore gestione della spesa pubblica.
Anche il legislatore è chiamato alla responsabilità di emanare provvedimenti differenziati, al fine di ottenere maggiori risparmi di spesa pubblica e quindi maggiore efficienza della P.A.
"La spesa pubblica di ogni regione e dello stato - sottolinea Bellati -deve essere rapportata all'efficienza-efficacia della stessa e al reddito prodotto in una data regione. Ovviamente la solidarietà potrà bilanciare le conseguenti diversità che si genererebbero, ma non al 100%, pena la più completa deresponsabilizzazione (che infatti stiamo vivendo oggi).

La prima slide con numeri è immediatamente provocatoria: la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia da quest'anno riscuote anche direttamente una parte consistente delle entrate tributarie: il 74% rispetto al 43,9% del Veneto e, nell'anno di competenza riscuote il 63,3% delle entrate, una percentuale che in Veneto si riduce al 48,8%.

Di grande effetto ma anche concretamente emblematici i numeri più importanti della nuova ricerca che Bellati evidenzia.
Come, ad esempio, l'aumento costante del residuo fiscale (che ha superato per il Veneto il 20 mrd di euro annui) a fronte del quale la differenza di crescita con il Meridione aumenta "indice di un utilizzo sbagliato di queste enormi risorse (assistenzialismo) e, dai dati di Corte dei Conti e della Magistratura, deviato verso la criminalità".

Oppure il numero per cui se l'Italia seguisse l'esempio del Veneto prendendo come parametri il costo medio del personale pubblico, dei consumi intermedi e il numero dei dipendenti pubblici ogni 100.000 abitanti avremmo risparmi annuali fino a 27 mrd di euro.

Per saperne di più i documenti completi di questa ricerca, come delle precedenti, sono scaricabili da http://www.unioncameredelveneto.it/pubblicazioni/pub10.htm

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