FIM Cisl Padova: vivere del lavoro superando la crisi

Martedì, 28 maggio 2013

“Noi vivremo del lavoro”. La Fim Cisl di Padova Rovigo ha scelto le parole dell’Inno dei lavoratori (1886, autore  Filippo Turati, fondatore del Partito Operaio Italiano, poi Partito Socialista) per affrontare il tema del lavoro nella sessione del Consiglio Generale (134  delegati in rappresentanza di 8.200 iscritti occupati in 400 aziende del settore) del prossimo 30 maggio.

Al centro della riflessione la questione occupazionale “Perché- sottolinea il segretario Gianni Castellan- per vivere del lavoro è indispensabile avere una occupazione. E questo vale per il singolo individuo come per la collettività. Anche il welfare, che permette di tirare a campare anche quando non c’è il lavoro, dipende dal fatto che qualcun altro lavora e produce la ricchezza necessaria a sostenere i costi della Cig e degli altri sostitutivi del salario”.

Per i metalmeccanici delle due province venete tra il Po ed il Brenta il tema è molto concreto. I dati sugli effetti del quinquennio di crisi, riportati in occasione del recente congresso di unificazione ed aggiornati ai primi mesi del 2013, sono un bollettino di guerra: oltre 550 crisi aziendali che hanno coinvolto 20.000 lavoratori, 6.000 posti di lavoro persi già a fine 2012 nonostante il ricorso a più di 20 milioni di ore di Cig Straordinaria e di almeno altri 10 milioni nella gestione Ordinaria e in Deroga. Colpiti in modo particolare comparti come quello dei pannelli solari e della refrigerazione.

“Ci ritroviamo pienamente negli obiettivi della manifestazione regionale del 1 giugno come di quella nazionale del 22 che pongono come priorità la crescita, perché è la crescita che può creare nuovo lavoro- aggiunge il segretario aggiunto Nicola Panarella- per questo saremo in tanti sia a Vicenza che a Roma”. A indicare i fattori necessari per far ripartire la crescita è stato chiamato, in qualità di relatore, il prof Enzo Rullani già docente di economia a Venezia. Le conclusioni sono state affidate invece a Giulio Fortuni, segretario della Cisl Veneto.