Esodati: sponda pensione per altri 55.000

Mercoledì, 20 giugno 2012

Si allarga la cerchia degli esodati salvaguardati, coloro cioè per i quali il governo predisporrà un percorso sicuro per approdare alla sponda della pensione.

Lo ha affermato ieri il Ministro Fornero nella informativa presentata al Senato (il cui testo riportiamo integralmente in ESODATI) ieri pomeriggio.

Fornero ha puntigliosamente ripercorso tutta la vicenda, a partire dalla sua origine, e cioè la attuazione delle norme previdenziali contenute nel Decreto Legge 201/2011 cd “Salva-Italia” (poi convertito in legge 214/2011), un vera e propria riforma che, ha ribadito la titolare del Dicastero del lavoro ha “il duplice obiettivo di stabilizzazione finanziaria e di bilanciamento dei rapporti previdenziali tra generazioni”. Il Governo avrebbe quindi affrontato la questione dei lavoratori che, a fronte dell'inasprimento dei requisiti per il pensionamento, meritano di essere salvaguardati poiché sono rimasti privi di lavoro con il decreto n. 201 2011 (il cd Milleproroghe) contenente norme di salvaguardia per un contingente di lavoratori inizialmente stimato in 65.000 unità.

Successivamente, in sede di conversione del Salva-Italia , il Parlamento ha ampliato l'ambito di intervento della norma di salvaguardia. Il Ministro è entrato poi nel merito della polemica sui numeri che hanno quantificato gli esodati: “nel gruppo di lavoro istituito presso il Ministero per la redazione del relativo decreto attuativo è emersa la difficoltà di quantificare il numero dei soggetti interessati da contratti per la gestione di crisi aziendali, in mancanza di un registro unico degli accordi e dei dati relativi ai requisiti anagrafici e contributivi dei lavoratori”. Da qui la decisione di  approntare un provvedimento (il Decreto Interministeriale 5 giugno 2012 ancora in attesa di via libera da parte della Corte dei Conti) per la salvaguardia di 65.000 soggetti già usciti dal lavoro “rinviando ad un successivo atto normativo un intervento più generale”.

Il Ministero- ha sottolineato- non ha nascosto nulla alla pubblica opinione anche perché “la tabella dell'INPS che ha alimentato polemiche è parziale perché non contiene dati sugli accordi di mobilità che si perfezioneranno nei prossimi anni ed è fuorviante perché accomuna un insieme eterogeneo di situazioni”. Una ricognizione più approfondita porta a stimare che possano rientrare nei criteri di salvaguardia altri 55.000 lavoratori. Per questi però “la soluzione non potrà consistere in una deroga generalizzata alla nuova disciplina pensionistica; oneri e coperture dovranno essere vagliati attentamente per evitare la sottrazione di risorse ad altri impieghi socialmente rilevanti. Il Governo intende salvaguardare anzitutto i lavoratori interessati da accordi collettivi, specialmente quelli sottoscritti con l'ausilio dell'Esecutivo; per gli altri, potrebbero essere privilegiati coloro che maturano il diritto entro il 2014 o hanno superato i 62 anni d'età. Per i lavoratori meno anziani si può contemplare unmixdi misure, quali l'estensione del trattamento di disoccupazione, gli incentivi all'impiego, la partecipazione su base volontaria a lavori di pubblica utilità e, per gli uomini, l'estensione del contributivo retroattivo.

I numeri indicati più nello specifico da Fornero sono: 4.700 lavoratori già in mobilità ordinaria; 15.300 lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria fino a marzo 2012 (ultimo dato disponibile), che si ipotizza passeranno al trattamento di mobilità ordinaria della durata di tre-quattro anni; 20.000 lavoratori, che si prevede saranno posti in mobilità senza il passaggio per la Cig straordinaria; 1.600 lavoratori del settore finanziario aventi diritto ad accedere a fondi di solidarietà; 7.400 preselezioni volontarie, con ultimo versamento contributivo volontario, con pensione avente decorrenza nel 2014, secondo i requisiti della precedente normativa, e 6.000 lavoratori cessati entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali e collettivi, sempre con pensione con decorrenza entro il 2014.