Esodati salvaguardati. Approvazione definitiva della sesta salvaguardia

Giovedì, 02 ottobre 2014

La Commissione lavoro del Senato ha approvato in sede deliberante ieri, 1 ottobre, il disegno di legge S 1558 che prevede la sesta salvaguardia (applicazione delle norme pensionistiche che vigevano prima della riforma Fornero) per i cosiddetti lavoratori esodati. Le modalità di approvazione non richiedono il passaggio in aula e sii attende ora solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale con il decorso dei consueti quindici giorni per l’entrata in vigore. La misura più evidente è il differimento dal 6 gennaio 2015 al 6 gennaio 2016 del termine entro il quale i lavoratori in esodo o beneficiari di ammortizzatori sociali devono maturare sia i requisiti sia la decorrenza della pensione secondo le regole precedenti l’art. 24 della legge 214/2011.

Le posizioni tutelate dalla sesta salvaguardia sono in totale 32.100 ma 24.000 di queste derivano dal mancato integrale utilizzo delle risorse precedentemente stanziate, di conseguenza la nuova legge riduce rispettivamente i contingenti della seconda salvaguardia (55.000 che scendono a 35.000) e della quarta (6.500 che scendono a 2.500). Viceversa, 8.100 nuove posizioni sono finanziate attingendo dalle risorse previste dal Fondo sociale per la formazione e l’occupazione nel periodo dal 2015 al 2022.

La legge precisa inoltre che il trattamento pensionistico di questa sesta salvaguardia non può avere decorrenza antecedente l’entrata in vigore della stessa legge: le norme quindi non hanno effetto retroattivo.

I benefici pensionistici sono riconosciuti entro i seguenti limiti di spesa:  43 mln di € per il 2014, 218 mln di € per il 2015, 378 mln di €  per il 2016, 355 mln di € per il 2017, 303 mln di €  per il 2018, 203 mln di €  per il 2019, 128 mln di € per il 2020, 49 mln di € per il 2021, 4 mln di € per il 2022 (totale: 1.681 mln €).

Il segretario confederale della Cisl Maurizio Petriccioli ha commentato in modo critico il provvedimento ed in particolare “sulla moltiplicazione di misure di salvaguardia inerenti situazioni particolari sempre più confuse. Per quanto sia positivo l’ampliamento della possibilità di un pensionamento anticipato di alcune migliaia di lavoratori rispetto alle regole generali- ha precisato Petriccioli- soprattutto per effetto del differimento al 6 gennaio 2016 del termine di maturazione dei requisiti e della decorrenza della pensione per chi sia rientrato in piani di esodo o sia titolare di ammortizzatori sociali, riteniamo che il continuo affastellarsi di deroghe ed eccezioni provochi un profondo e generalizzato sentimento di incertezza che finisce per minare la fiducia nel sistema previdenziale, producendo costi ancora più elevati”.

 

In allegato la scheda con le casistiche dei salvaguardati