Dignita' del lavoro, oltre la crisi. Anche il Veneto al seminario di approfondimento a Genova delle Fai del Nord

Martedì, 20 settembre 2016

Si è concluso a Genova il tradizionale seminario di approfondimento e studio che riunisce ogni anno le Fai del Nord e a cui ha partecipato il gruppo dirigente allargato della Fai del Veneto. Quest'anno il titolo della sessione seminariale è stato “Dignità del lavoro, oltre la crisi”; tema centrale e filo conduttore delle due giornate la partecipazione dei lavoratori alle dinamiche d'impresa. «Abbiamo voluto indicare lo strumento della partecipazione – spiega nell'introduzione il professor Aldo Carera - come elemento cardine di un nuovo modello di sviluppo che è l’unico che può farci uscire in positivo dalla crisi». Non si tratta di una semplice risposta all'annoso conflitto tra capitale e lavoro, ma un vero e proprio processo di consapevolezza (e quindi di responsabilità) del lavoratore riguardo la centralità del proprio ruolo all'interno dell'azienda e del processo produttivo. Sono intervenuti esperti di rilievo nel corso della prima giornata tra cui: l'economista Alberto Berrini, il professor Luigi Campagna del Politecnico di Milano e Claudio Arlati (Cisl Emilia Romagna) che ha condotto i lavori di gruppo. Ha chiuso la giornata il sociologo Ludovico Ferro presentando la sua ricerca sulle imprese agroalimentari artigiane venete. La seconda giornata si è svolta all'insegna degli interventi dei dirigenti di Ferrero, Barilla, Sammontana e Danone finalizzati ad evidenziare come il benessere dei lavoratori dipenda dalla produzione del valore creato dall'azienda. La chiusura è stata del segretario nazionale Attilio Cornelli che, evidenziando come il settore agroalimentare, più di altri, abbia retto ai colpi della crisi che ha travolto il Paese, ha concluso: «oggi dobbiamo percorrere la strada di una contrattazione, nazionale e decentrata, che dia spazio a forme di compartecipazione. Non c’è via migliore per tutelare l’occupazione, contrastare delocalizzazioni e creare maggiore valore aggiunto, contribuendo così al superamento di una crisi che tanto dipende dal blocco dei consumi interni e della domanda aggregata».