D’Amico (FIR Cisl) : il Veneto ha bisogno di ricerca pubblica

Mercoledì, 12 ottobre 2011

La realtà della ricerca pubblica è una dimensione poco conosciuta del lavoro in Veneto. Eppure è un fattore determinate per lo sviluppo della nostra economia che basa molta della sua forza nella media e piccola impresa che non possono permettersi di autofinanziarsi la ricerca. Chi vi lavora è dunque anch’egli un patrimonio della collettività e come tale andrebbe trattato. Per questi ricercatori il valore pubblico del loro lavoro, richiamato dal titolo della manifestazione degli Stati Generali che si riuniscono domani alla sala Capranica di Roma, non ha bisogno di particolari spiegazioni. L’intervento del segretario della federazione della Cisl (FIR Cisl) che li rappresenta, Edoardo D’Amico ne è testimonianza.

Intervento di Edoardo D’Amico, segretario generale FIR Cisl Veneto per www.cislveneto.it

In una Regione come il Veneto dove la media e piccola industria è una costante, e che per ovvie ragioni di dimensioni e risorse non può sviluppare in proprio, su ampia scala, le conoscenze utili, per uno sviluppo costante sull’innovazione di prodotto in sintonia con una profonda innovazione di processo, base indispensabile per la sopravvivenza delle imprese nel medio e lungo termine, la ricerca pubblica può e deve essere un valido strumento di supporto e di stimolo allo sviluppo delle aziende venete.

Per fare cio è necessario che la Regione, in virtù del potere legislativo in materie concorrenti come la ricerca scientifica e tecnologica a sostegno all'innovazione per i settori produttivi, promuova e ottimizzi ogni risorsa e/o progetto per il raggiungimento di obiettivi opportunamente tarati per il territorio e per i settori produttivi della nostra regione.

E’ necessario, a nostro avviso, che la Regione stimoli con programmi condivisi nel breve e medio termine, tutti i settori produttivi disponibili a lavorare sinergicamente con gli istituti pubblici di ricerca esistenti sul territorio, per promuovere progetti, obiettivi fattibili e fonte di vera innovazione.

Evitare frammentazioni e/o duplicazioni onerose quanto deleterie, per un vero sviluppo delle nostre aziende, non è una raccomandazione che da più tempo prospettiamo come FIR CISL, ma un obbligoin quest'epoca in cui i bilanci pubblici sono molto limitati, dove ogni risorsa deve essere sfruttata per intero e al meglio, sia essa umana sia essa economica.

È opportuno abbandonare le tradizionali impostazioni compartimentate e concentrarsi maggiormente sulle sfide e sui risultati da conseguire, collegando più strettamente i finanziamenti per la ricerca e l'innovazione agli obiettivi mirati.

Le imprese devono evitare a non tagliare oltremodo, per ragioni di bilancio, i dipendenti più inclini alla ricerca favorendo invece obiettivi condivisi anche con aziende dello stesso settore e con la R&I del territorio più vicini per affinità di settore e/o di conoscenze.

Nella speranza che la politica nazionale non perseveri ottusamente sulla riduzione delle risorse da destinare a un settore strategico come la ricerca, rendendolo una pura espressione culturale, si auspica che almeno nella nostra Regione di attivi un processo virtuoso, tra politica, impresa e ricerca pubblica e non, tale da creare un unicum di azioni utili per uscire da una crisi che non esclude nessuno ma che ci vede responsabili e attori in pari misura.

In questo scenario la Fir come tutta la Cisl Veneto è pronta a dare il suo contributo.