Crisi Ferroli. Venerdì prossimo nuovo incontro

Giovedì, 28 luglio 2016

Metalmeccanici sul piede di guerra di fronte al piano industriale presentato lo scorso 20 luglio dal gruppo Ferroli alle delegazioni sindacali di Verona, Belluno, Ferrara e Torino.
Oltre alla cessione delle Fonderie di Alano di Piave e di san Bonifacio, allo spostamento di tutte le attività nei soli siti di Villanova (Verona) e Casole d’Elsa, l’accorpamento di Lamborghini e Finterm, il piano prevede un forte ridimensionamento occupazionale: su 1.200 addetti, 600 sarebbero quelli in esubero in tutta Italia di cui 400 a Verona e 120 ad Alano di Piave (BL).
Fim Cisl, Fiom Cgil e le Rsu di tutti gli stabilimenti ne hanno respinto i contenuti per il pesante impatto che avrebbero sia sul piano sociale che occupazionale e già dal 21 luglio è stato indetto lo stato di agitazione sindacale con presidi e blocchi ai cancelli e alle portinerie dell’azienda.
«L’azienda ha scelto la strada più semplicistica per risolvere i problemi che si sono creati negli ultimi anni – sottolinea Massimiliano Nobis, Segretario Fim Veneto – facendo pagare il prezzo più alto alle lavoratrici e ai lavoratori: i tagli lineari non possono sostenere un piano industriale di successo».
Il prossimo tavolo di confronto, a cui siederanno anche le federazioni territoriali, è previsto per dopodomani, venerdì 29 luglio.