Congresso Fir Veneto. Confermato Acerboni Segretario generale

Martedì, 04 aprile 2017

Con 26 voti su 27, Roberto Acerboni è stato confermato per il secondo mandato consecutivo alla carica di Segretario Generale Fir Veneto. Veneziano, classe 64 Acerboni incontra il sindacato nei primi anni 90 mentre lavorava come collaboratore tecnico presso la Stazione Sperimentale del Vetro di Murano dove inizia a muovere i primi passi nella Rsu della Cisl Ricerca. Assunto dall’ISPEL, Istituto Superiore e Prevenzione, è eletto per due mandati consecutivi nella RSU. Successivamente ricopre il ruolo di Segretario generale, prima della federazione veneziana e poi della Fir regionale. Con lui in segreteria confermati anche Barbara Acerbi e Lorena Dalla Cia.

Si è concluso quindi il 4° congresso della Federazione Innovazione e Ricerca, unica presenza sindacale nel panorama italiano specifica del settore e distinta dalla Pubblica Amministrazione. Il Veneto conta 74 iscritti cui si annoverano i lavoratori degli Enti Pubblici di Ricerca, dagli operatori tecnici e amministrativi, ai collaboratori tecnici, tecnologi, ricercatori e dirigenti. «Ha raggiunto dimensioni drammatiche il problema del precariato negli enti di Ricerca – ha spiegato il Segretario uscente durante la sua relazione – è necessario un piano straordinario di assunzioni. Queste difficoltà si trasferiscono poi anche livello internazionale, dove malgrado le ottime individualità espresse la competizione a livello europeo vede penalizzato il nostro Paese: la dimostrazione è la scarsa capacità italiana di costruire le condizioni affinchè i progetti europei vengano realizzati qui in Italia».

Della Segretaria Nazionale Fir Cisl presenti ai lavori congressuali Marcello Leoni e Alessandro Castellan ache ha ribadito «Ricercatori di ruolo si diventa o per concorso pubblico o attraverso percorsi di stabilizzazione; ad oggi è necessario pensare ad un piano di assunzioni sul lungo periodo, perchè gli enti possano supportare le spese derivanti dal nuovo personale». Fa eco Onofrio Rota sul tema del precariato e del lavoro «la Cisl deve riuscire a trovare sistemi che creino prospettive ai lavoratori, ridando così dignità a lavori come quello della ricerca che è comparto determinante anche per far ripartire la nostra regione dopo la crisi».