Congresso Filca Veneto. Diagnosi dell’edilizia regionale

Giovedì, 06 aprile 2017

Il settore edile è uno dei comparti che in Veneto, ma così in Italia, ha subito maggiormente la crisi. «Analizzando i dati delle otto Casse Edili del Veneto nel periodo 2007/2016 – ha denunciato il Segretario della Filca Cisl regionale Francesco Orrù nella relazione al Congresso di categoria - si certifica che il settore edile ha perso circa il 44% delle imprese iscritte (da 17.300 a 9.600), il 49% dei lavoratori iscritti (da circa 84.000 a 43.000) e il 37% della massa salari (da 790 a 500 milioni di euro); numeri che dimostrano quanto sia stato drammatico l’effetto crisi in questo settore».

Ma parlare di edilizia vuol dire ragionare anche su quanto si costruisce in un territorio e quale sia l’andamento del mercato immobiliare locale.

Questioni che sono state fotografate da una ricerca curata da LAN (Local Area Network) e presentata oggi pomeriggio nel corso della prima giornata del Congresso regionale Filca in corso a Vicenza.

Il mercato immobiliare veneto ha segnato numeri molto negativi negli anni della crisi: dal 2008 al 2016 c’è stata infatti una flessione complessiva del 16% nelle compravendite di edilizia residenziale. Dal 2013, però si è evidenziata una ripresa; in particolare nel biennio 2015 – 2016 il mercato immobiliare veneto ha segnato un buon recupero con una variazione del +23%.

Anche gli investimenti hanno subito un vertiginoso calo: nei sei anni 2008 – 2014 gli investimenti per nuove costruzioni sono stati del -50%, soprattutto per gli edifici non residenziali privati (-63%) e i residenziali (- 53%).

Negli stessi anni invece c’è stato invece un aumento negli investimenti per il rinnovo degli edifici (probabilmente dovuto anche agli incentivi statali), del +3,3 in totale; in particolare i veneti hanno deciso di rinnovare gli ambienti residenziali (+18%), mente sono calati del 52% le ristrutturazioni dei locali pubblici non residenziali.

Infine, quanto abbiamo costruito in Veneto? Più di quante sono le famiglie. Tra il 2001 e il 2011 si registra un incremento del 19% delle abitazioni, risultato significativamente più consistente rispetto alla crescita dei nuclei familiari (+16% negli stessi anni). A fronte dell’alto tasso di edificazione, c’è un’incidenza molto alta di edifici “vecchi” (costruiti prima del ‘61): principalmente nella fascia montana e del Basso Veneto la concentrazione di questi edifici supera il 50%.