Congresso FLAEI Cisl Veneto: scossa organizzativa

Sabato, 13 aprile 2013

Il Congresso della federazione sindacale dei lavoratori elettrici del Veneto, la Flaei Cisl, si è concluso stamattina a Creazzo con due scelte: una di continuità ed una di rottura con il passato.  

La continuità è nella scelta della propria dirigenza: Giorgio Cecchelin, 58 anni, veneziano, da 32 anni dipendente dell’Enel, è stato riconfermato con ampio consenso all’incarico di segretario generale. Accanto a lui, nella segreteria regionale Giuseppe Bordignon (riconfermato) e Gabriella Lanni (new entry).

La rottura con il passato sta invece nella decisione di regionalizzare la struttura sindacale mettendo in soffitta quindi le federazioni provinciali attive dal 1950 (la Flaei Cisl è una delle poche federazioni della Cisl cha ha mantenuto immutata dalla sua costituzione l’area di rappresentanza).

A fianco della Segreteria regionale è stato quindi eletto un Esecutivo ed un Consiglio Generale regionale composto da 54 delegati. Spiega Cecchelin che “La scelta di cambiare, che chiude con più di sessanta anni di storia organizzativa della federazione, è stata dettata dalla necessità di aggiornare il sistema di partecipazione alla vita sindacale da parte dei nostri 1.500 iscritti e per garantire loro una maggiore efficacia nell’azione di rappresentanza”.  L’obiettivo è quello di arrivare nei prossimi anni alla costituzione di una unica federazione Cisl che rappresenti i lavoratori occupati nelle aziende che operano nell’ambito delle cosiddette “reti” come l’energia elettrica.

Una scelta obbligata dalla grande evoluzione del settore. Nel solo Veneto, in 15 anni, si è registrato da una parte la moltiplicazione delle aziende operanti del settore elettrico che oggi sono più di 20 e dall’altra un dimezzamento degli occupati che oggi non superano le 4.000 unità. “E i segnali che abbiamo, a partire dalla principale azienda, l’Enel, non vanno in senso nel prossimo futuro” sottolinea Cecchelin che esprime la sua critica anche alla gestione politica del settore “continui conflitti di competenza tra Stato, Regioni, Comuni e Autorità, un programma legislativo confuso, ridondante e disordinato stanno frenando il rinnovamento energetico e bloccano qualsiasi intervento sia sulle energie rinnovabili che sulle tradizionali ma anche sul rinnovamento delle reti. Importanti investimenti vengono continuamente rinviati: una paranoia che accentua la crisi”. Emblematico il caso della Centrale di Porto Tolle.