Congresso Cisl Venezia: patto metropolitano per lo sviluppo

Giovedì, 21 marzo 2013

La Cisl di Venezia punta su una Venezia Metropolitana la cui delimitazione territoriale vada ben oltre l’attuale estensione provinciale. E’ questa la proposta forte che Lino Gottardello, segretario generale uscente della struttura territoriale della Cisl ha sostenuto nella sua relazione introduttiva al congresso della Unione territoriale che ha preso avvio stamattina a Mogliano Veneto.

La proposta parte da un presupposto generale che il dirigente sindacale ha spiegato in questi termini “Se è vero che ciascun paese potrà beneficiare della ripartizione internazionale del lavoro in ragione della qualità della propria legislazione nazionale, è altrettanto vero che ogni territorio avrà minori o maggiori possibilità di crescita in ragione di altri e altrettanto importanti fattori locali”.

Gottardello ha aggiunto  altre considerazioni a sostegno: il governo Monti ha ridato spazio legislativo alla istituzione delle Città Metropolitane e ha messo in pista una riorganizzazione delle Provincie che riguarda anche il Veneto. Le delimitazioni proposte sono però insufficienti, sia sotto il profilo della riorganizzazione ottimale delle istituzioni sulla base delle necessità di programmazione economica (e quindi dei fattori locali che possono favorire la crescita) che delle opportunità di accedere alle risorse comunitarie (la Unione Europea pone come requisito per l’accesso ai fondi per le città metropolitane il superamento del mezzo milione di abitanti). L’obiettivo che la Cisl veneziana proporrà quindi alle parti sociali ed alle istituzioni locali è quello di concordare una proposta di area- città metropolitana che prenda i due piccioni: dimensioni ottimali e fondi comunitari.

In parallelo al ridisegno istituzionale il segretario ha posto anche la necessità che si costruisca in tempi brevi un “patto per lo sviluppo” del territorio. Patto che deve essere frutto della concertazione tra le Parti Sociali anche per evitare che “siano i politici a decidere, le cui logiche, non sempre coincidono con gli interessi che noi rappresentiamo”.

Qualcosa di positivo a questo proposito è già stato fatto, ammette Gottardello facendo riferimento alle proposte sul futuro di Porto Marghera, anche se “la mancanza di concertazione ha attenuato l’efficacia della nostra azione”.