Cisl via Po: sulla manovra pollice verso

Giovedì, 15 settembre 2011
manifestazione-cisl2

La Cisl prende posizione sulla manovra di Ferragosto "per la stabilizzazione finanziaria" approvata ieri  con la fiducia anche dalla Camera dei Deputati.

Via Po riconferma la sua valutazione negativa e fa pollice verso sul profilo dell'equità sociale: mancano misure adeguate nei confronti dei redditi più alti e manca anche una tassazione dei patrimoni immobiliari e mobiliari; manca anche una seria riduzione dei privilegi della politica (quelli previsti vengono sono "troppo blandi") e del costo degli assetti istituzionali. Poi non vanno giù gli effetti negativi sul reddito dei lavoratori: il riferimento va ai provvedimenti sul TFR dei pubblici e a pensionati e famiglie per l'aumento dell'Iva senza una contemporanea riduzione delle aliquote fiscali (come chiedeva la Confederazione) ed infine per le conseguenze dei tagli lineari sulle politiche sociali.

Dalle valutazioni negative della Segreteria Confederale non sfuggono nemmeno le norme per la lotta all'evasione fiscale dettate da "troppe incertezze" mentre viene invece valutata come positiva la tassazione al 20% delle rendite finanziarie (fino a poco tempo fa vero e proprio tabù).

Il documento nazionale si esprime anche nel merito all'art.8, quello sui contratti aziendali in deroga, con le relative polemiche sui possibili svincoli all'art.18 dello Statuto.  Si sottolinea come l'azione della Cisl abbia eliminato il pericolo che sindacati di comodo potessero ridurre le tutele contrattuali dei lavoratori (la prima versione del testo, approvata dal Consiglio dei Ministri, apriva le porte a questa possibilità) garantendo la titolarità della contrattazione aziendale alle sole Organizzazioni Sindacali più rappresentative e alle loro rappresentanze aziendali.

In tutti i casi la Cisl ribadisce la sua indisponibilità a modificare l'art.18 dello Statuto così come conferma in via ufficiale la proposta, già avanzata da Bonanni tramite la stampa, di sottoscrizione con Cgil e Uil di un patto intersindacale vincolante per tutti e sull'estensione dell'Accordo Interconfederale del 28 giugno a tutti i comparti.

Ma il sindacato di Bonanni va oltre: le condizioni di incertezza, anche dopo la manovra, permangono e sul risanamento dei conti pubblici pesa negativamente il rallentamento nella crescita, per questo avanza la proposta di un Patto per l'equità sociale e lo sviluppo, basato sui contenuti dell'accordo del 4 agosto scorso (sottoscritto da tutte le parti sociali, Cgil inclusa.

in allegato il testo completo del documento della Segreteria Confederale Cisl del 15 settembre 2011

documento-segreteria-conf-15-sett

Manovra 2011-2014