Cisl: il lavoro, privato e pubblico, al centro dell’agenda Veneto

Venerdì, 28 settembre 2012

Oltre ottocento lavoratori, rappresentanti sindacali Cisl di almeno 600 aziende  private ed enti pubblici di tutto il Veneto, hanno partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione “Lavoro privato e lavoro pubblico, per uscire dalla crisi” promossa dalla Cisl del Veneto presso il Teatro Geox di Padova.

Il primo dei  tre interventi programmati è di Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto che affronta subito il tema della politica “Le vicende, gli scandali che si ripetono in continuazione dimostrano che la distanza tra la realtà quotidiana ed il pianeta della politica è sempre più abissale. Ci serve la massima coesione e cooperazione per superare le difficoltà ed invece corriamo il rischio della disgregazione. Le riforme in questo campo sono sempre più urgenti: da quella elettorale alla nuova legge contro la corruzione”.

Poi il discorso arriva al cuore della manifestazione: per la Cisl la centralità oggi rimane quella del lavoro e “non è concepibile la separazione tra lavoro privato e lavoro pubblico tanto meno quella tra lavoratori, specie nella nostra regione dove nelle famiglie si mescolano tutte le forme di occupazione, nel privato come nel pubblico, nel lavoro dipendente come in quello autonomo. La sfida che accomuna tutti in Veneto, come il resto del Paese, è la competitività che passa anche per la produttività. Alla Cisl il compito di unire nelle proposte. Proposte che Porto dettaglia: sì ad una addizionale regionale finalizzata alla crescita e a carico dei redditi più alti; sul patto di stabilità individuare di comune accordo una, due voci di spesa sulle quali lo si trasgredisce; sull’autonomia: basta sparate e invece impegnarsi per ottenere per intero il pacchetto di prerogative previste dall’art. 117 della Costituzione”. Non manca una critica a Confindustria Veneto “propongono le soluzione più astruse, compresa quella di lavorare senza essere pagati, ma sfuggono quando gli si propone un tavolo di contrattazione concreto”.

“La priorità non può che essere una, e per noi è il lavoro, il lavoro che manca” è il tema attorno al quale ha sviluppato il suo discorso Giuseppe Farina, segretario Fim “la crisi è straordinaria e straordinario di conseguenza deve essere il modo con cui, tutti, ragioniamo e ci comportiamo. I casi Fiat, Alcoa, Ilva (troviamo un po’ ossessivo il comportamento della Procura tarantina) sono segnali evidenti di un pericolo che riguarda tutto il Paese: quello di perdere pezzi di manifatturiero, di scivolare nel declino industriale. Questioni che non si risolvono con sussulti di lotta di classe”.

La produttività è una sfida che riguarda prima la Pubblica Amministrazione del settore privato, incalza Giovanni Faverin perché “la sua efficienza interessa direttamente i cittadini, le famiglie e le imprese”. Una sfida che vale anche per il Veneto i cui amministratori “non devono misurarsi con la Calabria ma confrontarsi con la Scandinavia”. Per il segretario della FP anche in Veneto ci sono troppi dirigenti e poca classe dirigente coraggiosa. “La classe politica locale è buona ma deve imparare a lavorare insieme” magari per razionalizzare il sistema sanitario pubblico concentrando in una unica società la gestione di tutte le buste paga, oppure facendo in modo che il Centro Acquisti unico riguardi tutti gli acquisti.  Faverin ha accennato anche allo sciopero proclamato per domani dalla Cgil. “Noi non ci stiamo perché si vuole contestare una Spending Review che è cosa fatta, approvata mesi fa a grande maggioranza dal Parlamento e che poi non è una carneficina per l’occupazione nel pubblico impiego: alla fine ci saranno 8.000 prepensionamenti, una soluzione che piacerebbe agli esodati del privato”.