Cisl denuncia: il Veneto è senza maestri

Lunedì, 04 settembre 2017

Onofrio Rota e Sandra Biolo hanno inviato, a firma congiunta, una lettera a tutti i parlamentari veneti e al presidente Zaia, per porre l’attenzione su due problemi che riguardano la scuola pubblica in Veneto e sui quali si sta concentrando anche l’attenzione dei media. Il primo riguarda il numero insufficiente - rispetto al numero crescente di studenti disabili - degli insegnanti di sostegno; il secondo, ancora più drammatico, è che non ci sono più docenti per le scuole primarie. Carenze gravissime a cui, denunciano i dirigenti sindacali « si pone rimedio con l’assunzione di insegnanti senza qualifica e con contratto annuale, alimentando così la spirale della precarizzazione della didattica, del lavoro e dell’organizzazione scolastica».  Rota e Biolo indicano con precisione anche le cause che stanno alla radice dei due paradossi (considerando la disoccupazione giovanile): il numero chiuso di accesso ai corsi di specializzazione e di abilitazione stabilito dalle Università venete che sarebbe troppo basso rispetto al numero dei posti disponibili nelle scuole. Ad esempio a fronte di 1.743 nomine per insegnanti di sostegno, i posti attivati dalle Università venete per la specializzazione sono 560 (meno di uno ogni tre) o ancora i 300 posti disponibili per Scienze della Formazione dovrebbero andare a compensare nel tempo i 600 maestri che annualmente vanno in pensione. Ai parlamentari e a Zaia si chiedono due iniziative «la prima è di intervenire affinchè le Università (Padova e Verona) concertino con l’Ufficio Scolastico Regionale i numeri e le caratteristiche dei corsi di specializzazione e abilitanti all’insegnamento; la seconda, che la Regione intervenga nel merito anche facendo valere la sua presenza nel Comitato Regionale di Coordinamento delle Università», un posto occupato dallo stesso presidente Zaia. Stasera, a Padova, la lettera sarà consegnata anche nelle mani della Ministra Fedeli.