Cisl Treviso: manovra finanziaria necessaria ma migliorabile

Mercoledì, 16 giugno 2010
paolo-mezzio

Meno provincie, abolizione degli enti inutili, riduzione del numero di parlamentari e degli organismi politici ai vari livelli, lotta concreta ed efficace all'evasione fiscale, tagli agli sprechi di collaborazioni e consulenze nel settore pubblico, più attenzione alla scuola e al mondo della formazione.
La Cisl di Treviso si è confrontata questa mattina all'Hotel Maggior Consiglio a Treviso sulla manovra finanziaria varata dal Governo e soprattutto sull'impatto che avrà sul territorio della Marca.
Erano centinaia i dirigenti, operatori, delegati e lavoratori presenti.
"Tocca ancora una volta alla Cisl il compito più impegnativo in questo momento di crisi sul terreno della sfida globale - ha esordito Franco Lorenzon, segretario generale Cisl Treviso -. Noi siamo convinti che l'età dell'oro del sindacato sia davanti a noi, dobbiamo però fare i conti con l'evoluzione delle tecnologie, i nuovi paesi emergenti, un nuovo ruolo del sindacato. I giudizi sindacali sulla manovra hanno creato disorientamento tra i lavoratori: da una parte chi ne ha condiviso alcuni passaggi, dall'altra chi ha proclamato lo sciopero generale. Partendo dal fatto che la manovra era necessaria, noi vogliamo stare dalla parte di chi vuole dare risposte non da quella di chi subisce solo. I ruoli e le responsabilità sindacali sono diverse di ruoli e dalle responsabilità politici: e questo dev'essere ben chiaro. Con questa crisi qualsiasi azione è insufficiente. E' necessaria comunque una maggiore attenzione a sviluppo e crescita anche se va detto che gli stanziamenti degli ammortizzatori sociali fino ad oggi hanno permesso di far fronte alle esigenze dei lavoratori. Riteniamo positiva la detassazione dei premi contrattuali a livello decentrato e anche il progetto, previsto dalla manovra, di far rimanere nei comuni il 33% del ricavato dell'evasione fiscale. Si tratta sicuramente di buoni punti di partenza".
"Denunceremo con forza gli sprechi nel pubblico impiego - ha aggiunto Franca Porto, segretaria generale Cisl Veneto -. Abbiamo il compito di dare un messaggio chiaro: c'è una crisi mondiale e una crisi del modello veneto. Il Paese in Europa deve lavorare per contenere la crisi e qui in Veneto dobbiamo lavorare per aiutare gli imprenditori che perdono tutto e sono davvero troppi. E' necessario intervenire per riorganizzare e potenziare il sistema industriale in particolare investendo in istruzione, scuola e ricerca. Sulla scuola, in particolare, chiediamo la stabilizzazione di 24 mila precari e vorremo che il Governatore del Veneto Luca Zaia prendesse posizione su questa questione, visto che c'è il federalismo scolastico. Sulla crisi invece è indispensabile che Zaia convochi un tavolo per lo sviluppo con chi ha potere decisionale e tutti assieme valuteremo priorità e rilancio dell'economia del Veneto. Speriamo di riuscire ad ottenere questo tavolo prima delle ferie, altrimenti porteremo ogni settimana 200 persone in giunta regionale finchè le nostre richieste non verranno accolte. Però ognuno di noi deve avere chiaro che questo è il momento della collaborazione per dare futuro ai nostri figli e ai nostri nipoti".
"La politica deve ritrovare ragioni condivise per portare rilanciare all'economia nel nostro paese - a concluso Paolo Mezzio, segretario nazionale Cisl -. Nella manovra presentata dal Governo ci sono cose che non condividiamo ma non servono a nulla gli atteggiamenti oltranzisti. E' necessaria invece maggiore collaborazione da parte di tutti. Nessuna divisione sulla difesa dello stato sociale è utile al nostro scopo. Per la prima volta è stata varata una vera riforma fiscale che prevede l'analisi di quel fenomeno preoccupante che è l'evasione fiscale che in Italia tocca i 120 miliari all'anno. Un peso inaccettabile. I giovani rischiano di supportare la parte più pesante di questa crisi per questo dobbiamo pensare a loro e al loro futuro".
Ufficio Stampa
Monica Borga

cisl Treviso