Cig in deroga, in Veneto si fa il pieno

Martedì, 15 settembre 2009
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In Veneto sbanca la Cig in deroga. L'ammortizzatore sociale, introdotto nella sua forma più estensiva dalla legge 2/2009 e regolato a livello regionale per garantire un sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti di aziende non beneficiarie della normale CIG (in pratica tutto il settore dell'artigianato, larga parte del commercio e parte della cooperazione), è diventato "agibile" per le aziende dallo scorso maggio ed ha raggiunto, in poco tempo, un larghissimo uso in tutte le aree geografiche della nostra regione.
E' questo, in sintesi, quanto emerge dalla ricerca sviluppata, in tempo reale, da Veneto Lavoro e pubblicata in questi giorni.
Ai primi di settembre sono state poco meno di 5.200 le domande presentate dalle aziende per utilizzare, a beneficio di 29.200 propri dipendenti (4 ogni 10), circa 17 milioni di ore di Cig in deroga.
A fare la parte del leone sono le aziende artigiane con l'81% delle domande presentate. Il settore produttivo più cassaintegrato risulta naturalmente quello industriale (87% delle domande) e in questo il comparto metalmeccanico a cui appartengono poco meno di un terzo (12.400) dei lavoratori per cui è previsto il ricorso alla Cid in deroga.
Sempre in riferimento ai lavoratori coinvolti da questa Cig va evidenziato che il 59 % è composto da maschi mentre gli stranieri sono il 20%.
Per Ferruccio Righetto, responsabile per le relazioni sindacali di Confartigianato Veneto, la principale associazione delle imprese artigiane della regione "i quantitativi, raggiunti in questi giorni, di Cig in deroga richiesti dalle aziende artigiane non sono una sorpresa vista la progressiva riduzione degli ordinativi che le imprese stanno registrando in questi mesi a causa della crisi". Nel sottolineare che la Cig in deroga è subentrata,dallo scorso maggio, alla sospensione dal lavoro indennizzata da Inps ed Ebav (ente bilaterale) Righetto aggiunge anche un'altra considerazione che spiega l'elevato numero di domande e di ore richieste: "alcune aziende hanno fatto questo passo in via precauzionale, per garantirsi la disponibilità di un ammortizzatore sociale atto a garantire un reddito ai loro dipendenti e a mantenere acceso il rapporto di lavoro, a fronte di tutte le possibili varianti chi si potranno avere nelle prossime settimane sugli ordinativi".
L'auspicio che accomuna tutti, è che ci sia il minor bisogno, e quindi uso, possibile delle ore richieste. Qualcosa di più lo si saprà a fine settembre.

In allegato
Veneto Lavoro. La cig in deroga in Veneto. Misure/25. settembre 2009

ammortizzatori sociali, Veneto crisi