Cig in Veneto. Nei primi cinque mesi del 2009 superati i 19 milioni di ore, 25 milioni con la Cig in deroga.

Sabato, 13 giugno 2009

Continua con un crescendo la marcia della Cig in Veneto. La provincia più colpita, in proporzione all'apparato industriale, è Belluno con poco meno di 3,5 milioni di ore, tante quante la provincia di Treviso e poco meno di Padova (3,7 milioni). Pesano i dati di maggio che accrescono il fardello negativo di tutte le province registrando, ad esclusione di Belluno, un ulteriore record nelle ore autorizzate. In particolar modo a Vicenza con quasi il 50% in più rispetto ad aprile e Treviso che addirittura raddoppia (da 670 mila a 1,3 milioni di ore). Le province di Padova, Rovigo e Verona presentano un trend, da gennaio a maggio, di crescita progressiva del volume di ore di Cig anche se l'industria veronese risulta ancora la meno colpita dalla crisi (poco più di 1,3 milioni di ore, tante quante Rovigo).
I dati della Cig in deroga, utilizzabile dal 1 aprile scorso dalle piccole aziende dell'artigianato, del terziario e cooperative, aggiungono altri 5 milioni di ore alla data dell'11 giugno, ma, confermano gli uffici della Regione a cui le aziende interessate inoltrano le richieste, le domande crescono di ora in ora.
Le province che registrano il maggior numero di richieste di questo ammortizzatore sociale, sono Vicenza (1,7 milioni di ore), Treviso (1,1 milioni di ore) e Padova (1 milione di ore) il cui apparato produttivo di piccole aziende, specie metal meccaniche, risente pesantemente della crisi in atto e ha trasferito nella Cig in deroga le sospensioni dal lavoro prima coperte da uno speciale sussidio detto "disoccupazione in deroga" e che ha interessato oltre 12.500 lavoratori.
Per il mese di giugno, sottolinea la Cisl del Veneto, non ci sono segnali di miglioramento della situazione. "E' urgentissimo - sostiene Franca Porto, segretaria generale della Cisl veneta- completare la regolamentazione dei sussidi in deroga per chi ha perso il lavoro e non beneficia di indennità di disoccupazione o di mobilità. Le assunzioni sono infatti pochissime rispetto alle cessazioni e nemmeno l'avvio della stagione turistica estiva sembra dare risposte occupazionali sufficienti".

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