Ceron (Sicet): in Veneto siamo alla emergenza casa

Lunedì, 03 giugno 2013

“Se fino a qualche anno fa il problema casa preoccupante, drammatico sì, ma limitato ad una parte anche modesta della popolazione, ora  per effetto  della crisi, abbiamo a che fare con un’ emergenza che riguarda migliaia di nuclei familiari”. E’ questo il punto di partenza con cui il Sicet, sindacato inquilini della Cisl, intende affrontare le prossime scadenze con la Regione Veneto.

Casa e crisi, sembrano infatti termini sempre più drammatici.  Molti (sempre di più) di coloro che già ne pagano gli effetti con la perdita del lavoro, quindi del salario, risentono anche della  perdita della casa. A partire da chi vive in affitto. Senza salario, totalmente o con le entrate ridotte degli ammortizzatori sociali, molti lavoratori non riescono a pagare l’affitto e le spese condominiali. Lo sfratto è diventato così un fenomeno in crescente e sempre più a causa della morosità dell’inquilino, suo malgrado.

“In Veneto- conferma Antonio Ceron, segretario del Sicet- gli sfratti eseguiti sono triplicati: erano, ad esempio 700 del 2001, hanno superato i 2.100 nel 2011, uno ogni 413 famiglie, ma a Rovigo, Vicenza e Verona sono 1 ogni 300 famiglie. Ma ciò che balza agli occhi, leggendo il ponderoso rapporto su Gli sfratti in Italia pubblicato dal Ministero degli Interni, sono i dati delle richieste di esecuzione; erano 2.700 nel 2008, poi salite nel 2009 a 3.600, 4.000 l’anno successivo e poi la bomba del 2011: 12.134 richieste. Questi sfratti non riguardano solo gli immigrati stranieri (6 su 10 vivono in affitto) ma anche molti italiani”.

Le cose non vanno molto meglio per i proprietari di abitazione ma con  mutuo da pagare, anche se, la possibilità di sospendere il pagamento delle rate mensili in caso di perdita del lavoro o di Cig, rinnovata anche per quest’anno, ha evitato anche in Veneto l’attivazione delle ipoteche in migliaia di casi. “Nello stesso tempo- prosegue Ceron- sono naturalmente cresciute anche le domande di casa pubblica che sono arrivare 16.800 ma le assegnazioni non sono state più di 2.200 (il 17%)”.

Per il Sicet Veneto è urgente che la Regione approvi, già entro quest’anno, alcuni provvedimenti che possano dare alcune risposte a questa situazione.

Il primo è un nuovo piano triennale per l’Edilizia Residenziale Pubblica, per dare inizio alla riqualificazione realizzazione di un numero consistente/ di abitazioni da mettere a disposizione di chi ne ha bisogno e, a questo proposito, il secondo provvedimento riguarda la revisione dei criteri di accesso alla casa pubblica. “Incredibilmente- denuncia Ceron- siamo ancora legati alla dichiarazione dei redditi, ormai superata e parziale. Bisogna invece passare all’ISEE, che, in tutti i casi è molto più incisivo e preciso nella individuazione del reddito reale delle persone e delle famiglie. Infine la riorganizzazione degli ATER: bene la proposta della Giunta Regionale di passare all’amministratore unico ma, a questo punto, si può andare oltre facendo un unico ATER regionale”. Questi, ed altri, sono i temi del convegno  che i sindacati degli inquilini del Veneto hanno programmato per il 7 giugno prossimo a Mestre per confrontarsi direttamente con Regione, Enti e Comuni.