Centrale Porto Tolle: serve un accordo preventivo con il sindacato

Mercoledì, 01 dicembre 2010
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"Prima di far partire i lavori della nuova centrale serve un accordo con il sindacato, sulla falsa riga di quelli che sono già stati fatti in Veneto per il Passante di Mestre o per il Mose di Venezia o di quelli che si stanno facendo per la Terza Corsia dell'A4 e la Pedemontana". Per Franca Porto questa è un presupposto irrinunciabile affinché il progetto di riconversione al carbone della Centrale Enel di Porto Tolle sia anche un volano per lo sviluppo che trovi il consenso e la partecipazione del mondo del lavoro e delle comunità polesane. Un accordo che riguardi sia le questioni del lavoro (sicurezza nei cantieri, occupazione, servizi per i lavoratori, trasparenza negli appalti, ecc.) che quelle della tutela dell'ambiente e delle opportunità di sviluppo collegate, dal turismo ai servizi pubblici.
Una grande opera, se realizzata e poi gestita in concertazione locale, può essere- questa è l'idea forte che la segretaria della Cisl del Veneto ha proposto nel recente convegno promosso dalla Unione di Rovigo sulla Centrale Enel di Porto Tolle - qualcosa che va oltre la sua mera esecuzione per determinare effetti positivi, di crescita, nel territorio circostante. Non si tratta quindi sono di insistere per tutelare l'ambiente e i lavoratori occupati nei cantieri ma anche di valorizzare tutte le occasioni di sviluppo che si possono determinare come ad esempio i servizi e le infrastrutture che potrebbero restare in uso alle comunità locali.
Per la Cisl il tutto non si risolve quindi solo con la remunerazione del disagio o l'assunzione di personale locale, ne tantomeno riponendo tutti gli impegni e le attese di sviluppo su questa opera (2,2 miliardi di investimento, dai mille a punte di tremila lavoratori occupati, 66 mesi di lavoro).
"Chiederemo - prosegue la Porto- che nel tavolo per lo sviluppo regionale, insediatosi lo scorso mese a Palazzo Balbi, venga data particolare attenzione a questo progetto che ha valenze regionali e nazionali dimodoché al Polesine venga riconosciuto un "ritorno" per questa disponibilità ad esempio valorizzando l'attività di innovazione e ricerca e la formazione di nuove professionalità".
Al convegno è intervenuto anche l'ing. Luzzio responsabili Grandi Progetti Enel per il quale all'avvio effettivo dei lavori manca sono il decreto autorizzativo del Ministero per lo Sviluppo Economico. L'ipotesi di aprire i cantieri entro l'estate viene data come più che probabile.

In allegato:
Ufficio Stampa Cisl Veneto. Speciale Rassegna Stampa "Centrale Enel Porto Tolle, Convegno Cisl Rovigo del 29 novembre 2010

energie, ust Rovigo