Brunetti (Anolf Veneto): il Pacchetto Sicurezza nuoce gravemente alla convivenza

Giovedì, 09 luglio 2009
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Gabriele Brunetti dal 1986 si occupa per la CISL e per l'ANOLF del Veneto delle norme riguardanti l'immigrazione ed il loro impatto nella società reale e nella convivenza sociale nella nostra regione.

E' suo il lavoro di ricostruzione, alla luce delle novità apportate dal recenti norme di legge in materia di sicurezza ed immigrazione, dei testi delle principali disposizioni sull'immigrazione che pubblichiamo su questo sito in "I colori del lavoro" sezione Leggi e norme.  Per queste sue competenze e per la lunga esperienza maturata direttamente abbiamo posto alcune domande proprio su queste nuove norme.

Gabriele, le norme sulla immigrazione approvate in Parlamento hanno suscitato una marea di critiche dai più svariati ambienti: sindacato, giuristi, rappresentanze dei poliziotti, dei medici, mondo della scuola, Chiesa cattolica, volontariato e persino nella stessa maggioranza voci importanti hanno chiesto subito di cambiare le norme appena votate. Sono critiche giustificate?

Più che giustificate. Faccio notare che il cuore delle critiche non è posizionato sulle motivazione etiche, ma sulla contestazione che le nuove norme realizzino qualcosa di concreto ad esempio nella riduzione del numero degli immigrati irregolari presenti in Italia. Insomma della sua inefficacia rispetto agli stessi obiettivi fissati da chi la ha ideata ed approvata. Non è una novità: vorrei solo ricordare che, se stiamo alla logica dei suoi sostenitori, il Pacchetto sicurezza è la dimostrazione del sostanziale fallimento della legge Fini- Bossi che era stata venduta come la grande regolatrice del fenomeno dell'immigrazione.

Ricordo inoltre che la maggior parte delle norme riguardano i cittadini stranieri regolari per i quali si  configura una sorta di "diritto del servo" fatto di prelievi pecuniari; di ostacoli all'accesso al ricongiungimento familiare, alla cittadinanza, al matrimonio; di diritto al "controllo" da parte di pubblici ufficiali, di locatari, di datori di lavoro, di "rondisti accreditati".

Entrando nel merito concreto dei provvedimenti. Cosa cambia per lo straniero irregolare?

Il primo radicale cambiamento è che diventa un criminale chiunque si trovi in Italia privo del permesso di soggiorno. Un reato strano perché per lui inizierà un percorso tragicomico. Una volta accertato che è senza permesso verrà processato e condannato a pagare una multa fino a 10.000 euro che gli sarà impedito, per legge,  di pagare quantanche lo volesse, in quanto sarà emesso un decreto di espulsione. Tutto come prima quindi ? Non proprio:  attraverso l'istituzione del reato di "clandestinità" l'Italia non applicherà più le tutele previste dalla direttiva europea sui rimpatri e, a cascata, attorno al "clandestino" si creerà il deserto.

Inoltre è stata introdotta nel nostro ordinamento l'aggravante del posizione irregolare dello straniero. Vuol dire che per il solo fatto di essere clandestino la pena prevista verrà aumentata fino ad un terzo.

Il Ministro Maroni ha affermato che chi è già in Italia non corre pericoli ...

Il ministro ricorda che le leggi penali  non sono retroattive ma il cittadino irregolarmente presente in Italia è già oggi sottoposto ad espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera. Con l'entrata in vigore del disegno di legge il reato sarà commesso per il solo fatto di trovarsi in Italia essendo ininfluente la data di arrivo.

Veniamo ai datori di lavoro, che cosa capita a quelli che danno lavoro,  come operaio o come domestico, magari badante, ad un immigrato senza permesso di soggiorno?

La legge già prevede che "il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato."

Ed inoltre "chiunque a titolo oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, dà alloggio ovvero cede, anche in locazione, un immobile ad uno straniero che sia privo di titolo di soggiorno al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. "

Uno dei motivi per cui la Fini-Bossi è alla deriva riguarda l'assurda mole di adempimenti burocratici che ha messo in moto fino a bloccare l'attività delle Questure, delle Prefetture e degli Sportelli Unici. Si stima ad esempio che almeno un milione di immigrati abbiamo come unico documento che attesta la regolarità del loro soggiorno la ricevuta AR delle Poste. Un muro di scartoffie che non ha fermato l'immigrazione irregolare e vessa invece quella regolare.  Le nuove norme migliorano o peggiorano questa situazione?

Le nuove norme aggravano ulteriormente la situazione. Rilevo come le procedure burocratiche, la documentazione richiesta, i tempi di attesa ed i costi previsti abbiamo non solo l'obiettivo di controllare lo status del cittadino straniero ma anche quello di promuovere indirettamente il rientro in patria o la immersione nella clandestinità

La legge, magari con il tempo, migliorerà la convivenza tra italiani e stranieri immigrati?

Il complesso del pacchetto sicurezza, che ricordo, si compone di un decreto legge, di due decreti legislativi e di un disegno di legge, introduce elementi rilevanti di separazione e di apartheid. Parlare di convivenza e di integrazione, alla luce di questo dispositivo normativo è quasi una tragica beffa

Venezia- Mestre 8 luglio 2009

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