Bonus 80 euro e previdenza complementare: Fondo Solidarietà Veneto puntualizza

Martedì, 13 maggio 2014

Cosa c’entra il bonus 80 euro con i fondi pensione? La domanda se la pone Solidarietà Veneto nella circolare informativa che invia mensilmente ai propri iscritti. La previdenza complementare, è la risposta che dà il fondo, può dare maggior valore a questo intervento sui redditi di lavoro medio- bassi.

La spiegazione è molto semplice: i contributi volontari ai fondi pensione sono deducibili fiscalmente e quindi vanno ad abbattere il reddito complessivo e di conseguenza anche quello imponibile. Ed è proprio sul reddito imponibile che il provvedimento di legge fissa i paletti di accesso, totale (fino a 24.000 euro anno) o parziale (da 24.001 a 26.000) al bonus come pure la sua esclusione (oltre i 26.000).

Considerando che il limite massimo della deducibilità per i contributi versati ai fondi pensione è pari a 5.164,57 euro può beneficiare del bonus anche il dipendente che supera i 31.000 euro di reddito anno (la sottrazione porta il reddito imponibile sotto il tetto dei 26.000).

La circolare riporta anche un altro esempio: quello di un lavoratore che, avendo un reddito di poco superiore ai 26.000 euro, non ha diritto al bonus. Se decide però di versare al fondo pensione poco più di 2.000 euro, e precisamente quel che basta per ottenere un imponibile di 24.000 euro, ecco che entrerà a far parte dei beneficiare del bonus intero.

Una opportunità che è data sia a chi già è iscritto ad un fondo (alzando l’importo del versamento) che a chi si iscrive ex novo.

Solidarietà Veneto sottolinea che oltre ai soldi del bonus questo lavoratore si troverà in più sulla busta paga anche lo sconto fiscale che lo Stato dispone per le somme versate a titolo di previdenza complementare. Nel caso riportato ai 640 euro di bonus se ne aggiungerebbero altri 570. Conti alla mano: verso 2.000 euro al fondo ma ne recupero subito 1.210, dunque me ne trovo in meno solo 790.