Berti (Fnp Veneto): a Milano portiamo anche la piattaforma unitaria veneta

Martedì, 04 novembre 2014

Riempirà un pullman la delegazione della Fnp Cisl del Veneto, composta da dirigenti territoriali e capilega, che partecipa domani alla giornata di mobilitazione nazionale unitaria dei pensionati che, per il nord Italia, prenderà corpo in una manifestazione presso il Teatro Nuovo di Milano.

L’obiettivo che accomuna i sindacati confederali dei pensionati è quello di chiedere ed ottenere dal governo interventi urgenti su reddito da pensione (a partire dalla estensione anche a loro del bonus di 80 euro, più volte promessa dal Presidente del Consiglio), welfare, sanità e non autosufficienza, temi sui quali le tre organizzazioni hanno costruito nei mesi scorsi una piattaforma unitaria.

Temi questi che hanno anche una declinazione locale, nelle singole regioni, come spiega Adolfo Berti, segretario regionale Fnp Cisl “Dal Veneto portiamo il contributo della nostra iniziativa unitaria nei confronti della Regione sui temi della non autosufficienza e dei servizi territoriali. Il nuovo Piano Socio-Sanitario del Veneto sta andando avanti in modo molto frammentario e la legge sulla non autosufficienza, approvata nel 2009, è inapplicata mentre quella sull’assistenza non è mai decollata.  Per questo abbiamo chiesto alla Regione che vengano disposte risorse adeguate per la non autosufficienza, rafforzando il ruolo dei Centri di servizio compresa l’offerta di assistenza diurna e domiciliare e riducendo la quota di compartecipazione alla spesa a carico delle famiglie”.

Nel mirino dei pensionati i medici di medicina generale che fanno resistenza all’avvio del servizio di assistenza territoriale h24, utile alla riduzione degli accessi impropri ai Pronto Soccorso ospedalieri “gli esempi positivi non mancano ma serve più determinazione da parte della Regione”. Infine il tema dei ticket: la proposta è di abolirli, magari gradualmente ma di cominciare a farlo. “La nostra proposta- sottolinea Berti- è di abolire il superticket per tutti coloro che hanno un reddito famigliare fino a 36 mila euro e poi di differenziarlo sui scaglioni di reddito successivi”. La mobilitazione nazionale potrebbe quindi proseguire anche con iniziative e manifestazioni a livello regionale.