Autostrada Brescia- Padova: no alla svendita ai privati

Giovedì, 12 novembre 2009
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La Fit del Veneto, per bocca del suo segretario generale, Gaetano Antonello, prende posizione sulla possibile cessione (svendita) delle quote azionarie della Autostrada Brescia- Padova Spa possedute dagli enti pubblici ai privati.
"Cedere ai privati questa tratto delle Serenissima che attraversa il cuore del Veneto è una operazione sbagliata e pericolosa, tanto più se questa operazione viene fatta di nascosto, all'insaputa dei cittadini e delle loro rappresentanze sociali, politiche ed amministrative- è in sintesi il pensiero di Antonello che rincara la dose - oltretutto tutta l'operazione sa tanto più di svendita finalizzata a recuperare risorse finanziarie per qualche ente pubblico che di una accorta operazione economica".
La presa di posizione della Fit Cisl le oramai pubbliche e riscontrate le voci circa la messa in vendita delle quote azionarie della società in oggetto da parte di un gran numero di soci pubblici, mentre sui possibili acquirenti i giornali fanno più nomi.
"La nostra contrarietà- spiega Antonello- non nasce da una posizione pregiudizialmente contraria alle privatizzazioni, anche se queste, fino ad oggi, hanno sempre determinato rilevanti tagli all'occupazione nel settore, scarsamente compensati con reali miglioramenti del servizio per l'utenza. Noi riteniamo infatti che la Autostrada BS-PD rappresenti, ancora oggi, a quasi sessanta anni dalla sua apertura, un valore strategico nell'ambito del patrimonio infrastrutturale della nostra Regione. Così come lo è il Passante di Mestre che pure si è tentato di togliere dal controllo pubblico locale".
Per la Fit Cisl rimane la convinzione che il controllo pubblico, tramite gli enti locali, sia l'unico che possa assicurare il reinvestimento nel territorio degli utili realizzati con i pedaggi autostradali e rappresenti comunque una proprietà molto più sensibile alle esigenze delle comunità e delle economie locali che serve ed attraversa. La Serenissima poi, il cui tratto Veneto è della BS-PD Spa, è la principale arteria infrastrutturale del Veneto lungo la quale viaggiano gran delle merci che l'economia regionale produce e consuma.
Anche i probabili motivi di questa scelta, le esigenze di cassa per gli enti locali stretti tra i rigori del Patto di stabilità ed i bisogni di spesa, non la giustificano per i pochi vantaggi immediati che se ne possono ricavare e gli scompensi che si determineranno nel futuro prossimo.
Per Antonello invece "e risorse patrimoniali e finanziarie oggi disponibili ai governi locali non vanno ne messe all'incanto ne bruciate in opere inutili o i cui costi sono comunque sproporzionati alla reale utilità, come è, ad esempio, il monumentale progetto che prevede di consumare circa un miliardo di euro per prolungare la A 31- Valdastico fino a Trento".
" Come Fit- conclude il segretario della Fit veneta - chiediamo pertanto che il tutto sia portato alla massima trasparenza pubblica e che si apra anche un tavolo di confronto con le organizzazione sindacali che rappresentano i lavoratori occupati nella Spa".

Fit Cisl