#Arsenale2022. Andare oltre l’individualismo: il futuro è in rete

Venerdì, 28 ottobre 2016

“Gli stati generali dell’economia e della società del Veneto – Insieme verso il futuro”. Si è concluso poche ore fa l’evento che ha aperto le porte verso la fase due dell’ambizioso progetto #Arsenale2022. Gli esiti dei lavori dei 7 tavoli tematici, che hanno visto impegnati nel confronto i rappresentanti delle diverse associazioni d’impresa, dei professionisti e dei lavoratori si trasformeranno in piano di lavoro che ispirerà l’agire futuro delle 11 associazioni. «Il 2017 sarà l’anno dell’agire – ha spiegato Ugo Campagnaro (Presidente Confcooperative Veneto) nella sua relazione introduttiva – da metà novembre ci rivolgeremo al Presidente e alla Giunta della Regione Veneto, al Sistema della Formazione, dell’Istruzione e dell’Università, ai direttori delle testate giornalisti e al mondo del credito per presentare il nostro piano di lavoro, ma non solo – continua il portavoce del gruppo di lavoro di #Arsenale2022 -  nei prossimi mesi attueremo le iniziative per concorrere al raggiungimento degli obiettivi che i tavoli di lavoro hanno indicato».  Quattro i punti principali: l’organizzazione di una scuola di rappresentanza  atta a formare la futura classe dirigente in grado di affrontare le sfide del futuro; un impegno sui giovani, facilitando il passaggio generazionale anche attraverso l’innovativa introduzione dell’APE; implementazione del ruolo del Veneto come piattaforma logistica e di relazioni internazionali (TAV e Pedemontana); infine l’impegno per un nuovo welfare. Su questo punto si è soffermato Onofrio Rota che, convinto del prezioso contributo che la Cisl può dare in tutte le tematiche affrontate ai tavoli, ritiene che «riguardo al welfare integrativo, l’obiettivo concreto con cui oggi usciremo sarà quello di allargare le tutele dei lavoratori dipendenti e delle loro famiglie sia a livello aziendale che territoriale/regionale: Governo e Parlamento hanno già messo in pista provvedimenti di legge di grande impatto. E’ tempo che in Veneto si mettano in campo le responsabilità collettive delle rappresentanze piuttosto che l’autorefenzialità – conclude Rota – più la produzione di idee e progetti comuni che il conflitto per tutelare interessi specifici: nel mondo ad oggi competono i sistemi e le reti, non i singoli».