Anolf Treviso: il prefetto convochi subito il Consiglio per l’immigrazione

Martedì, 10 maggio 2011
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"Potrebbero essere centinaia i profughi che arriveranno in provincia di Treviso, e che saranno difficilmente dirottabili altrove. Saranno necessari molti più dei 40 posti letti resi disponibili dalle due Caritas trevigiane, per questo rinnoviamo la richiesta di convocare urgentemente il Consiglio territoriale per l'immigrazione". Profughi libici, Anolf e Cittadinanza Attiva lanciano l'allarme. "Se enti, associazioni e istituzioni non si organizzano per tempo - spiega Franco Marcuzzo dell'Anolf, associazione promossa dalla Cisl di Treviso - sarà davvero emergenza, perché gli immigrati libici che arriveranno nei prossimi mesi saranno profughi 'veri', che non hanno le scarpe firmate, con la presenza di molte donne e bambini, difficilmente dirottabili altrove. Non basterà, come si è fatto fino ad ora nella Marca, delegare la gestione reale del problema alle Caritas". Le stime e i criteri resi noti dal Ministero dell'Interno sono chiare. Se risulteranno attendibili, ci si potrà aspettare l'arrivo in Italia di almeno 50 mila profughi. La redistribuzione sul territorio, sempre secondo il piano Maroni, avverrà in base alla popolazione residente: mille profughi ogni milione di abitanti. Il che significa che nella Marca trevigiana ne potrebbero arrivare 650.

L'appello di Anolf e Cittadinanza Attiva è preciso, e finalizzato alla convocazione del Consiglio territoriale per l'immigrazione, organismo consultivo della Prefettura che riunisce le principali associazioni, istituti ed enti che operano con il mondo dell'immigrazione. "Di fronte a una tale emergenza - sostiene Marcuzzo - riteniamo importante la condivisione delle informazioni, delle conoscenze e delle responsabilità".

Tenendo come punto fermo il principio secondo il quale l'accoglienza delle persone in difficoltà è un dovere, Anolf e Cittadinanza Attiva sottolineano che il principio della solidarietà non può significare non guardare in faccia i problemi reali.

Una delle questioni da affrontare riguarda, ad esempio, quel che accadrà fra sei mesi, alla scadenza dei permessi di soggiorno temporanei, ma anche le istanze sollevate dagli immigrati di vecchia data, cittadini che abitano in provincia da Treviso da tanti anni e che rischiano l'espulsione perchè oggi disoccupati e quindi col permesso di soggiorno in scadenza. "Gli immigrati storici - aggiunge Diop Modou, presidente del Coordinamento Cittadinanza Attiva a Treviso - non si sentono riconosciuti né tutelati per la professionalità che hanno acquisito in tanti anni di lavoro e per il contributo che hanno dato alla ricchezza del nostro Paese. Noi desideriamo un'immigrazione professionalmente qualificata e rischiamo di perdere chi ha acquisito una professionalità negli ultimi anni".

Cisl Treviso

Ufficio stampa

Federica Baretti

immigrati, Ust Treviso