Ammortizzatori in deroga: in arrivo la mobilità speciale

Lunedì, 21 settembre 2009
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Regione e Parti Sociali si incontreranno mercoledì 23 settembre prossimo per definire il regolamento applicativo della indennità di mobilità in deroga. Un ammortizzatore sociale molto atteso in quanto destinato a quei lavoratori che, a causa della crisi, sono rimasti disoccupati senza però poter beneficiare di un qualsiasi sussidio economico.
"Si tratta - spiega Giulio Fortuni responsabile del Dipartimento Mercato del Lavoro della Cisl regionale - di lavoratori che non hanno i requisiti previsti per beneficiare della attuale indennità di mobilità e neppure della indennità di disoccupazione. Per fare alcuni esempi: licenziati da cooperative non obbligate alle assicurazioni sociali, a termine, atipici ed autonomi. Per la messa in opera della indennità di mobilità in deroga l'accordo con la Regione è già stato sottoscritto e si prevede che ad essa vengano destinate il 10% delle risorse disponibili per il complesso delle deroghe. Ora si tratta di stabilirne le regole e le modalità di accesso, anche con un occhio di riguardo verso i lavoratori con carichi famigliari".
"La coperta degli ammortizzatori sociali va estesa anche a queste persone e, solo dopo, si potrà dire che nessuno è stato lasciato solo - prosegue Franca Porto, segretaria Cisl Veneto che ritorna anche sull'argomento delle risorse per la Cig in deroga puntualizzando che "le risorse per le deroghe vengono finanziate con appositi decreti ministeriali che finora, nel corso del 2009, hanno assegnato al Veneto 60 milioni di euro. A questi se ne sono aggiunti altri 9 milioni di residui non spesi nel 2008, più le quote del Fondo Sociale per un totale di 86 milioni di euro. Al ministero la Regione ha già richiesto gli altri 60 milioni che ci servono per arrivare bene a fine anno. In totale 120 milioni di euro dallo Stato: è' quanto abbiamo previsto, tutti insieme, nell'accordo quadro del 5 febbraio scorso. Il sistema che, torno a dire, ci trova tutti partecipi e corresponsabili, finora ha funzionato e non ci sono motivi per mettere in allarme le aziende ed i lavoratori. Potremmo avere come effetto collaterale licenziamenti non controllabili e contrattabili".
Per la Cisl del Veneto i problemi sulla Cig in deroga stanno invece nelle lungaggini riscontrate nelle procedure per l'autorizzazione e quindi nel consuntivo delle spese reali; fatto questo che non permette un utilizzo ottimale delle risorse, visto che non tutta la Cig richiesta viene utilizzata dalle aziende. Si corre il rischio così da un parte di tenere ferme delle domande e dei pagamenti e dall'altra di arrivare a fine anno con risorse non spese e lavoratori che aspettano quanto gli spetta. Gli enti pubblici, a cominciare dall'Inps, a cui spetta gestire una mole di lavoro di gran lunga superiore a quella per cui è tarato il personale e la strumentazione, andrebbero messi in condizione di mantenere, se non accrescere la loro efficienza. In fin dei conti- sottolineano alla Cisl - stiamo parlando di accelerare il pagamento di sussidi a favore di persone e famiglie che sono prive del loro vero reddito: quello proveniente dal lavoro quotidiano.

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