Alluvione nel padovano. Boschetto (Confartigianato): la conta dei danni non è finita

Mercoledì, 10 novembre 2010
esondazione-del-bacchiglione

Roberto Boschetto è, figlio d'arte. Ha avuto in staffetta dal padre l'azienda omonima che produce, con 12 dipendenti, stucchi decorativi in gesso e cemento, prodotti che forniscono anche alla rete di negozi Kenzo, per il loro arredamento. Boschetto è anche presidente della Confartigianato provinciale di Padova, una delle tre province, con Vicenza e Verona, dove l'alluvione della scorsa settimana ha fatto più danni.
"In questi giorni- racconta- i nostri delegati comunali sono in giro, accompagnati da un funzionario dell'associazione, a far visita alle aziende nostre associate nelle aree allagate e quindi verificare i danni subiti. Al momento siamo già a oltre 100 attività danneggiate, la metà nella zona di Bovolenta e Casalserugo, l'altra metà nella Bassa Padovana e poi in altre zone. Parliamo di circa 600 addetti, tra imprenditori (ed i loro famigliari collaboratori) e dipendenti. Sulla quantificazione dei danni è ancora presto fare delle stime".
I danni comunque ci sono e sono pesanti. In particolare Boschetto sottolinea che le aziende più danneggiate sono quelle che hanno una forte dotazione di macchinari che, sepolti da acqua e fango, possono essersi rovinati "Si stanno ancora ripulendo macchine ed attrezzature. Poi bisognerà verificare se sono riutilizzabili o da buttare". Poi ci sono i danni, già constatabili, arrecati ai magazzini materie prime, come i depositi di carta delle tipografie e di legno dei mobilifici. Infine quelli del fermo produzione, delle commesse a cui non si può dare risposta con la preoccupazione di perdere il cliente.
"Per molti imprenditori e le loro attività è come se fosse arrivata una seconda alluvione, dopo quella della crisi. Dove avevano cominciato a rimettersi in piedi sono stati atterrati, per altri i danni si sono assommati ai danni". Il rischio di perdere occupati sembra al momento contenuto dalla possibilità di ricorrere alla Cig in deroga e soprattutto al suo prolungamento temporale. Così, l'impegno degli imprenditori, dei famigliari e dei dipendenti tenuti al lavoro per ripulire e sistemare, si accompagna a quello delle associazioni. "Noi - sottolinea il presidente- abbiamo subito stanziato quanto avevamo per aiuti immediati, poi abbiamo messo in moto l'Ebav, anche la CCIAA di Padova metterà una somma a disposizione e ora stiamo vedendo con alcuni istituti bancari la possibilità di mettere a disposizione degli alluvionati dei contributi come una specie di prestito d'onore". Insomma non si danno per vinti gli artigiani padovani, ma il bisogno di un aiuto concreto è pressante.

alluvione veneto 2010