Alluvione: gli impegni della Cisl veneta

Martedì, 09 novembre 2010
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I danni sono pesantissimi, per l'estensione dell'area geografica colpita dall'alluvione, per la quantità di abitazioni civili, immobili ad uso produttivo (dai capannoni industriali a quelli per la zootecnia), negozi ed uffici e poi gli edifici pubblici. Il centro del Veneto è segnato da cinque grandi laghi di fango, ancora oggi solo in parte prosciugati, che hanno coperto paesi, frazioni, strade e aree industriali ed artigiane.
Per Franca Porto si tratta di una "seconda alluvione, che fa seguito alla prima, quella della recessione che qui ha già colpito duro". Una conferma arriva da Giuseppe Sbalchiero, presidente della Confartigianato di Vicenza "ad oggi abbiamo già censito 150 aziende vicentine che hanno avuti danni che, stimiamo, per 8-10 milioni di euro di danni diretti, poi ci sono quelli determinato dal fermo produzione, dagli ordini inevasi".
Ma il censimento è ancora agli inizi. Imprenditori e dipendenti sono impegnati ancora a ripulire le aziende e le attrezzature dal fango e dai detriti.
"Non è detto però che tutto sia recuperabile- ci dice Ferruccio Righetto di Confartigianato Veneto- perché sotto acqua sono finiti materiali, scorte, macchine, attrezzature irrecuperabili". E' il caso dell'area industriale di Sant'Agostino, tra Vicenza e l'autostrada, dove negli ultimi anni si erano posizionate decine di aziende che utilizzavano tecnologie sofisticate.
Eguale la situazione nel padovano che Andrea Turetta , presidente della Confartigianato locale, esprime così "La preoccupazione più grande è per le nostre imprese, che fino a pochi giorni fa stavano contando sull'annunciata ripresina e invece ora devono fare i conti con inaspettati e drammatici allagamenti".
Ma sotto l'acqua della miriade di fiumi che percorrono tutto il Veneto sono finite le attività agricole che occupato la terra rimasta libera. Nel veronese ad esempio si sono allagati i pregiati vigneti tra Soave e Monteforte- spiega Renzo Aldeghieri a capo della UCG veneta- ma anche appezzamento coltivati ad orto. Per gli ortaggi non c'è più niente da fare, il raccolto è perso e per le viti, se non si prosciuga, il rischio è che muoiano le piante. Nel padovano i danni maggiori, al momento, si registrano negli allevamenti avicoli ".
Ieri l'Esecutivo della Cisl del Veneto ha affrontato di petto la questione La seconda alluvione deve essere affrontata come mezzi straordinari e valorizzando la capacità delle Parti Sociali di cooperare di fronte alle emergenze. All'unanimità è stato approvato un documento (vedi SOS Veneto, comunicati CISL) dove si esprime pieno sostegno alla proposta di Bonanni per una tassa straordinaria su rendite e patrimoni ma si impegna l'organizzazione a mettere in moto anche tutti gli strumenti disponibili per aiutare gli alluvionati, come una sottoscrizione tra i lavoratori ed interventi degli enti bilaterali e nel contempo di sollecitare il coinvolgimento del sistema bancario sul fronte dei mutui (casa e impresa) ed il governo per la sospensione del patto di stabilità per gli enti locali coinvolti.
"Ci sono centinaia posti di lavoro a rischio - sottolinea Porto- per questo da subito bisogna ottenere un allungamento della copertura temporale della Cig in deroga per le aziende alluvionate. Ma alle stesse vanno garantite risorse immediate per rimettersi in piedi. Noi puntiamo ad incontrare il Presidente della Repubblica in occasione della sua prossima visita a Padova in occasione dell'Assemblea dell'ANCI".

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