Accordo alla Carraro, sventati i licenziamenti si apre la Cig straordinaria

Venerdì, 04 dicembre 2009
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In tarda serata, ieri 3 dicembre 2009 è stata raggiunta presso la sede della Carraro di Campodarsego l'ipotesi di intesa tra le Organizzazioni Sindacali, le Rsu e la direzione della Carraro in merito al futuro del gruppo ed in particolare della occupazione nei 6 stabilimenti italiani. L'accordo fa seguito al licenziamento di 700 lavoratori negli stabilimenti esteri e all'annuncio di 700 esuberi in Italia che aveva trovata una pronta ed ampia reazione sindacale con scioperi e manifestazioni.
Una riduzione del personale, portata a termine all'estero e paventata in Italia, motivata dal pesantissimo calo della produzione (negli ultimi mesi pari al 50%) come conseguenza della crisi internazionale che ha drasticamente ridimensionato il mercato delle macchine semoventi e ad uso agricolo, tanto da provocare un ridimensionamento di tutti i principali produttori mondiali, a cominciare dalla Caterpillar.
L'accordo cancella ogni ipotesi di ricorso ai licenziamenti ed apre invece un percorso di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale che si concluderà con una Carraro più piccola e meglio dimensionata al mercato.
Tale percorso sarà accompagnato, per la parte che riguarda l'occupazione, da due strumenti: la Cig Straordinaria per crisi e gli incentivi economici per chi lascia l'azienda.
Il ricorso alla CigS riguarderà un numero minore (650) di lavoratori rispetto a quelli originariamente indicati come in esubero, avrà la durata di 12 mesi, in pratica tutto il 2010, e sarà a rotazione per gli operai. Una integrazione salariale di 600 euro sarà pagata, in occasione della 13^ mensilità, a quei lavoratori che andranno invece in CigS senza rotazione.
Gli incentivi per la fuoriuscita, assolutamente volontaria, sono stati definiti in somme che vanno dai 12 mila ai 19 mila euro.
A settembre del 2010 è previsto un incontro tra le parti per fare il punto della situazione (mercato, produzione, riorganizzazione e ristrutturazione aziendale), confermare la rinuncia al ricorso dei licenziamenti e verificare l'opportunità di proseguire il ricorso alla CigS.
Sempre per la tutela dell'occupazione saranno inoltre messi in campo altri strumenti come il part-time, la formazione professionale e il ricollocamento accompagnato dei lavoratori. A tale scopo saranno coinvolte anche Provincia e Regione.
"La prossima settimana- ci dice Gianni Castellan, segretario della Fim padovana- ci saranno le assemblee sindacali in tutti gli stabilimenti dove illustreremo i termini dell'intesa e ne chiederemo l'approvazione da parte dei lavoratori. Fatto questo si passerà alla firma definitiva dell'accordo che sarà fatta a Roma presso la sede del Ministero del Lavoro. La nostra valutazione- commenta Castellan - è che si tratta di un buon accordo che, bloccando i licenziamenti ed aprendo la strada all'uso dei tutti gli ammortizzatori sociali oltre cha ad un impegno economico proprio dell'azienda, permetterà di gestire, senza lasciare nessuno per strada, una, purtroppo, necessario ristrutturazione del Gruppo ed un suo ridimensionamento".

Fim Cisl