15 novembre in Veneto: patronati in piazza e Renzi apre

Mercoledì, 12 novembre 2014

Apriranno il loro ufficio in tutte le piazze delle principali città del Veneto, da Belluno a Castelmassa, in mezzo ai mercati ma anche nei centri commerciali: sono gli operatori dei principali enti patronato del Veneto mobilitati in occasione della Giornata della Tutela del prossimo 15 novembre. L’obiettivo è duplice: informare i cittadini sugli effetti nefasti che comporta la norma della Legge di Stabilità 2015 dove si prevede un taglio drastico delle risorse destinati al funzionamento gratuito ed universale dei patronati e raccogliere firme sulla petizione nazionale in cui si chiede al governo di ritirare questa scelta. Si tratta di una vera e propria campagna di sensibilizzazione, organizzata in modo unitario dai patronati aderenti al CEPA (in pratica quelli collegati alle associazioni del lavoro Cisl, Cigl, Uil e Acli), che ha preso il via dopo che le voci sul taglio delle risorse del Fondo Patronati si sono tramutate nella peggiore delle ipotesi: il testo di legge inviato alle Camere prevede un secco – 35% già a partire da quest’anno che in euro si traduce in meno 150milioni.

I centri urbani veneti coinvolti sono 23: Belluno, Feltre, Verona, Legnago, Caprino, Rovigo, Lendinara, Adria, Castelmassa, Treviso, Conegliano, Castelfranco Veneto, Padova, Cittadella, Piove di Sacco, Vicenza, Schio, Bassano del Grappa, Lonigo, Venezia, Mestre, Marghera, San Donà di Piave, Mirano e Chioggia.

Partita tutta in salita questa battaglia dei patronati sindacali, a cui sono rimasti estreanei quelli collegati alle associazioni professionali dell’agricoltura e del lavoro autonomo (commercianti ed artigiani), sembra già aver ottenuto un primo successo. Nel corso della trasmissione Porta a Porta di ieri sera il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, interpellato dal conduttore, ha infatti affermato che “Sul taglio ai patronati si può ragionare”, affermazione che il presidente dell’Inas, Antonino Sorgi, ha subito commentato come “un segnale positivo, un’occasione per fare un po’ di chiarezza” aggiungendo che “Se da una parte chiediamo un confronto con il Governo sulle ipotesi dei tagli che - così come prospettati - metterebbero in ginocchio la tutela previdenziale e socio-assistenziale per i cittadini, dall’altra è necessario che il Ministero avvii una decisa e più stringente attività di controllo sul sistema, a garanzia di un servizio riconosciuto come di pubblica utilità”.