SI FERMI LA GUERRA, SI COSTRUISCA LA PACE

Sabato, 26 febbraio 2022

L’aggressione bellica dell’Ucraina da parte della Russia è un atto premeditato e ingiustificabile.I cittadini ucraini avevano esercitato la loro libertà democratica eleggendo un Governo legittimo e abbracciando una linea politica di apertura e avvicinamento all’Europa, valutandola una prospettiva positiva per lo sviluppo del Paese e per migliorare le proprie condizioni di vita.

La guerra scatenata dalla Russia ha voluto stroncare questa scelta democratica dei cittadini ucraini, con l’obiettivo di ricondurre il Paese sotto la sfera di influenza russa. Allo stesso modo, il sostegno della Russia al dittatore bielorusso Lukashenko ha permesso di ribaltare il risultato delle elezioni del 2020 in Bielorussia e di ridurre al silenzio, con violenze, arresti e condanne arbitrarie e una repressione durissima, la voce del movimento democratico.

La guerra di Mosca, quindi, non è solo una guerra di conquista, di distruzione e di annientamento delle strutture democratiche ucraine. È anche una dichiarazione di guerra all’Unione Europea e ai valori di libertà, democrazia e pace che sono alla base del progetto europeo.

Questo è il tempo di ribadire la centralità dei nostri valori, primi tra tutti quelli della pace, della politica e della diplomazia come strumento principale per risolvere le controversie internazionali. Alla Russia va chiesto di fermarsi, di liberare l’Ucraina dall’invasione e di tornare al tavolo dei negoziati. Per questo Cisl, assieme agli altri sindacati confederali e alla società civile veneta, partecipa alla grande mobilitazione per la pace che si articolerà nei prossimi giorni.

Questo è anche il tempo della solidarietà al popolo ucraino. Che va testimoniata con atti concreti di aiuto e supporto alle persone, a partire dalle ucraine e dagli ucraini presenti nel nostro territorio. Ma che andrà rilanciata, se la guerra continua, accogliendo e dando una prospettiva di inclusione e sostegno a quanti saranno obbligati a lasciare il loro Paese. E un’opportunità certa di solidarietà nel mondo del lavoro c’è e potrà essere molto concreta. Alle imprese venete facciamo dunque un appello: impegniamoci ad assumere le donne e gli uomini ucraini che arriveranno in Veneto in cerca di pace e libertà.

Infine, questo è il tempo dell’unità politica per l’Italia. Non lasciamo che i valori della nostra costituzione e della costituzione europea siano messi in discussione. Anche se ciò dovesse comportare, temporaneamente, dei sacrifici economici. Servirà una forte unità del Paese, e di tutta l’Europa. Di fronte a una guerra nei nostri confronti, nei confronti delle basi stesse della nostra convivenza civile, non è tempo di distinguo o di tatticismi. Abbiamo bisogno di una politica compatta che ci guidi in questo periodo di grande difficoltà e tensione, sostenendo le fasce più deboli della nostra popolazione e rafforzando la coesione interna, per superare al più presto la complessa situazione.