Manifatturiero, l’appello di Cisl Veneto: presto gli Stati generali

Lunedì, 03 giugno 2024

Quanto accaduto in questi ultimi giorni sulla scena economica regionale e nel dibattito inerente al manifatturiero veneto suona con evidenza, a sapere ben leggere, come un unico grido d’allarme dell’intero comparto: è in gioco il futuro di un pezzo importante dell’industria in Veneto.
Penso alla voce della presidente di Confindustria Vicenza Dalla Vecchia, che ha messo in guardia rispetto al duro rallentamento industriale in atto, e alle problematiche produttive, finanziarie e di governance di casa Benetton.

Segnali di criticità, certo diversi, che non si può fare l’errore – e la leggerezza – di trascurare. E neppure di guardare come distinti, concentrati come sono, nel loro scoppio, in pochi giorni ed emersi da due territori trainanti del manifatturiero veneto, il Vicentino e il Trevigiano appunto.
Segnali levatisi già prima evidenti, ma rimasti inascoltati e senza effetto alcuno sulla politica. Come sassi caduti in uno stagno senza fare rumore, a cui non si è saputo o meglio non si è voluto dare attenzione. E ora diventati veri e propri suoni di sirene che danno la sveglia rispetto al futuro della nostra manifattura: ossia il domani di tante imprese, di lavoratori e di lavoratrici, ma anche dei territori e delle comunità di riferimento.

Quelle di questi giorni sono, dunque, chiare richieste di aiuto di due territori e di un sistema produttivo intero. Un comparto vitale per l'economia veneta, il manifatturiero, uscito del tutto dal dibattito pubblico, da mesi concentrato su altro (elezioni europee in primis) e dimentico di un pezzo così strategico e in tale grave sofferenza. Abbandonato a sé stesso (…non il solo invero), e con lui le imprese, i lavoratori e le lavoratrici, le famiglie.

È pur vero che in Veneto si è fatto, negli scorsi anni, un lavoro importante tra amministrazione regionale e parti sociali con l’Unità di Crisi regionale e con la programmazione europea. Ma lo scenario sta radicalmente e repentinamente cambiando, e le politiche di ieri non danno risposte adeguate ai problemi di oggi. È il momento, insomma, di riaprire una riflessione seria e condivisa, al di là degli slogan, per una aggiornata e partecipata definizione di politiche d’intervento da mettere in campo quanto prima: per incentivare e finalizzare strategicamente gli investimenti, aumentare l’attrattività dei territori, affrontare la crisi demografica in atto e risolvere la carenza di competenze, come pure per accompagnare e supportare le transizioni digitale e sostenibile.

Chiediamoci: chi davvero sta ragionando in Veneto su come gestire le criticità e disegnare le traiettorie di ripresa e sviluppo possibile dell’industria manifatturiera? Cogliamo intorno un silenzio assordante sulle nostre nuove sfide evolutive, o appena il rumore di un dibattito povero, non lungimirante e certamente senza visione strategica.

Per questo come Cisl proponiamo di darci appuntamento – sindacati, istituzioni, associazioni datoriali – per un momento ampio e condiviso di riflessione e dibattito: per dirci quali sfide si devono e si intende affrontare facendo fronte unico, e quale futuro vogliamo costruire per il nostro manifatturiero, per assicurare lavoro sicuro e di qualità. Per evitare di sprecare le opportunità del Pnrr, se siamo ancora in tempo. Per dare ruolo ai lavoratori e alle lavoratrici, la cui partecipazione crediamo fondamentale anche per una maggiore competitività delle imprese. In sintesi, per configurare insieme una ridefinizione globale delle politiche industriali, con l’obiettivo di garantire sostegno alle aziende e il rilancio dell’industria veneta, investendo sulle persone e sulle imprese come bene comune di una comunità.

Il nostro appello convinto è, insomma, a serrare le fila per darci insieme una direzione che ora non c’è, in un appuntamento che si candidi a essere una sorta di “Stati generali del manifatturiero veneto”. Da fare presto, da fare subito, perché di tempo per imprimere un’inversione di rotta, e frenare la pallina in discesa sul piano inclinato, ne è rimasto poco.

Non possiamo permetterci, in Veneto, una stagione di campagna elettorale permanente che duri tutto il prossimo anno e paralizzi le scelte. Abbiamo dalla nostra una storia di relazioni istituzionali e sindacali di grande spessore, che hanno saputo anticipare i cambiamenti e incidere sulle dinamiche di sviluppo. E dunque mettiamo l’esperienza e la concretezza dei sindacati, delle associazioni datoriali, della Regione e di tutti i soggetti legati al manifatturiero al servizio di una stagione di rilancio del nostro territorio.

Intervento di Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto, uscito nel Giornale di Vicenza il 30 maggio 2024.