Riforma della contrattazione: il buon accordo è possibile

Martedì, 14 ottobre 2008

Quello che volevamo da tempo, una riforma della contrattazione che ci permettesse di andare nelle aziende per riportare nel salario dei lavoratori una parte degli aumenti della produttività, ora è possibile.

Grazie al tenace lavoro di contrattazione della Cisl, nei giorni scorsi Confindustria ha modificato le sue posizioni originarie, cosa che ha permesso di raggiungere un accordo su delle linee guida che accolgono la sostanza delle nostre idee e proposte.

 

Per i lavoratori dipendenti del Veneto, privati o pubblici che siano, questo primo approdo rappresenta un risultato importante, un possibile (necessario) punto di partenza per dare aria alle stanze sempre più chiuse e strette della attuale contrattazione.

Un sistema di contrattazione imperniato attorno al contratto nazionale che ha dato tanto ma che negli ultimi anni ha dato segnali sempre più marcati di inadeguatezza.

Una coperta rigida insufficiente a coprire un corpo, quello del mondo del lavoro e delle imprese, che è cresciuto fuori dalle vecchie forme del lavoro, dei rapporti di lavoro, della ripartizione del reddito d’impresa tra capitale e lavoratori.

 

Dall’accordo, seppure ancora nelle sue linee generali, esce un grande spazio d’azione per la contrattazione aziendale e territoriale, quella che ha fatto grande il sindacato in Veneto, quella che gli ha permesso di essere presente in migliaia di medie aziende superando il confinamento nella grande fabbrica.

 

Uno spazio d’azione, e quindi una sfida alle nostre capacità di fare contrattazione di qualità e specifica nelle singole aziende come nei comparti territoriali omogenei.

A partire dalla tutela del salario e per fermare la logica delle aziende che remunerano per conto proprio chi vogliono e come vogliono e di un governo che incentiva questi comportamenti.

 

Le linee guida sono per noi lo strumento giusto per affrontare anche la questione della retribuzione dei lavoratori del Pubblico Impiego, 400 mila in Veneto.

 

La valorizzare della contrattazione decentrata ci permetterà infine di essere pronti a sostenere tutte quelle nuove opportunità che l’atteso federalismo fiscale ci renderà disponibili e che già ora possiamo prevedere: il rapporto tra fiscalità locale e salario e reddito dei lavoratori da una parte, il maggior peso che avranno le relazioni sindacali “locali” sulla disciplina del lavoro dall’altra.

 

Insomma: i contenuti per un buon accordo ci sono. Sarà ancora più buono se troverà, come auspichiamo, il consenso e l’impegno di tutti.

Sono queste le condizioni che ci servono per affrontare il progressivo peggioramento della situazione economica nazionale ed internazionale e le sue conseguenze sul reddito dei lavoratori come pure sull’attività delle imprese.


Se vogliamo affrontare la tempesta che si avvicina ci si deve preoccupare sia di questi (i salari) che di quelle (l’attività delle imprese). E per farlo efficacemente non servono né le urla né le barzellette ma azioni comuni, comprese quelle che questo accordo invita a concretizzare.

vedi documentazione relativa alla Riforma della contrattazione

Riforma della Contrattazione