http://www.cislveneto.it/Rassegna-stampa-Veneto/Trasporti.-Carrozze-allagate-passeggeri-stremati.-Ritardi-scuole-un-suicidio.-Giornata-nera-per-i-treni

Trasporti. Carrozze allagate, passeggeri stremati. Ritardi, scuole, un suicidio. Giornata nera per i treni

VENEZIA - Stazioni ferroviarie affollate per il ritorno a scuola di centinaia di studenti, pioggia battente, e nuovi ritardi: la settimana non è cominciata bene per i pendolari veneti alle prese con il tragitto in treno verso il luogo di lavoro o di studio. E' stato un lunedì di ritardi, concentrati al mattino nell'ora di punta fra le sette e le otto, lungo le direttrici tradizionalmente più affollate. E ancora una volta il nodo nevralgico rimane Mestre dove convogliano decine e decine di treni, provenienti da tutte le città del Veneto. I maggiori disagi si sono registrati sulla tratta Udine-Venezia, che è da sempre una delle più frequentate, ma lo slittamento dei tempi di percorrenza non è mancato nemmeno fra Padova e Venezia. La pioggia, poi, ha fatto il resto. All'interno dei convogli alcune carrozze erano completamente allagate, e i sedili inservibili.
I disagi sono cominciati molto presto, ieri mattina, con ritardi medi di almeno venti minuti su diverse corse. A ciò si aggiunga che quella di ieri è stata una giornata campale per il rientro a scuola di migliaia di ragazzi: i treni erano strapieni, le stazioni prese d'assalto. E non tutto è andato per il verso giusto: il treno 5687 Belluno - Venezia, ha accumulato 36 minuti di ritardo nella stazione tra Vittorio Veneto e Conegliano a causa del mancato funzionamento delle sbarre sul passaggio a livello in via del Lavoro. Il convoglio ha poi lentamente recuperato, arrivando a Mestre con un ritardo di 20 minuti. Oltre 125, invece, sono stati i ritardi accumulati dal treno 11064 delle 7.12 lungo la tratta Padova-Venezia via Castelfranco per le conseguenze di un suicidio avvenuto nei binari fra Camposanpiero e la città del Santo. Per i passeggeri delle Ferrovie, dunque, non è stata una giornata facile: i disagi e gli inconvenienti hanno procurato ritardi sugli arrivi, con un «buco» di oltre un'ora fra le otto e le nove lungo la tratta Treviso-Venezia. Per i pendolari veneti delle Ferrovie, insomma, una nuova giornata di passione fra rabbia e rassegnazione: «Oltre a subire i disagi e i danni del disservizio - sbotta un passeggero interessato dai ritardi di ieri - ci rimettiamo in denaro e qualità della vita che nessuno ci può restituire». Non parte dunque col piede giusto la ripresa post ferie e, assieme al disservizio, ricominciano anche le polemiche: «Con la riapertura delle scuole e le prime piogge ricomincia il disastro Trenitalia - afferma il consigliere regionale dei Comunisti italiani Nicola Atalmi - La questione principale è che nessuno rimborsa le mezz'ore di ritardo ai lavoratori che sono costretti a recuperarle fermandosi al lavoro più a lungo di sera, con gravi disagi sulla vita privata e sulle famiglie di ciascuno di loro». Atalmi invita quindi l'assessore regionale ai trasporti Renato Chisso a «recarsi in Commissione ed in Consiglio a spiegare cosa intende fare per rispettare i diritti di chi usa il treno ogni giorno per recarsi al lavoro o a scuola». Intanto, mentre si attende di sapere dal Governo il riparto regionale delle risorse destinate dallo Stato all'acquisto di nuovi treni per i pendolari, Filt Cgil critica duramente la qualità del trasporto ferroviario veneto: «Gravi insuccessi hanno acompagnato il contratto di servizio tra Trenitalia e Regione », ricorda il segretario regionle Ilario Simonaggio.
P.V.